Rigoletto a Mantova

7 Maggio 2015 By Valentina

Al Piccolo Teatro di via Asolo arriva, in esclusiva, “Rigoletto a Mantova”, opera cinematografica ideata e prodotta da Andrea Andermann, per la regia di Marco Bellocchio con la straordinaria partecipazione di Placido Domingo, per la prima volta nel ruolo di Rigoletto, e la fotografia del premio Oscar Vittorio Storaro, con la partecipazione dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretta dal Maestro Zubin Mehta.

Il pubblico potrà apprezzare sul grande schermo (con i sottotitoli, per seguire meglio il testo) tutte le emozioni del melodramma di Giuseppe Verdi, interamente ripreso a Mantova, proprio nei luoghi e nelle ore descritti nel libretto dell’opera, rispettando cioè il ritmo più “autentico” della storia così come è stata pensata e narrata dagli autori.
Le riprese sono state realizzate, in HD, nello splendore rinascimentale della città di Mantova; grazie a un cast artistico e tecnico d’eccezione, sono tornate ad intrecciarsi le vicende del “Rigoletto”, un’opera intramontabile, che racconta
la complessità della vita umana attraverso gli elementi da sempre motore dell’arte drammaturgica: l’Amore e l’Odio, il Bene e il Male, la Vita e la Morte. Un intreccio beffardo, a volte crudele e grottesco scandito, nella trama, dall’ombra incombente della “maledizione”.
Placido Domingo dà voce e anima al Rigoletto, buffone di corte che, dopo aver provocato in pubblico un nobil uomo, il conte di Ceprano, verrà tragicamente punito dai cortigiani per la sua imperdonabile insolenza. Sarà Gilda, la giovane e attraente figlia di Rigoletto, interpretata dal soprano Julia Novikova, che finirà per pagare con la vita gli “errori” del padre e un amore sbagliato, quello per il cinico duca di Mantova: un uomo potente e di bell’aspetto costantemente inebriato dal sapore della conquista femminile. È proprio il duca, che in questa straordinaria versione dell’opera ha la voce del giovane Vittorio Grigólo, a invaghirsi di Gilda. Lei credendolo un giovane studente s’innamora. Ma nulla di ciò che appare è così com’è realmente e i destini dei personaggi s’intrecceranno pericolosamente in un susseguirsi di avvenimenti dal tragico finale.

Rigoletto a Mantova, vincitore del prestigioso Golden Prague – Czech Crystal Performing Arts, per come è stato concepito e approntato può essere considerato una delle operazioni audiovisive più complesse mai realizzate, lasciando intatto l’articolato linguaggio operistico con le sue atmosfere poetiche e seducenti.
Attraverso un avanzato e sofisticatissimo impianto tecnologico, i set sono stati allestiti in vari punti della città di Mantova collegati tra loro, e con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretta dal Maestro
Zubin Mehta che ha eseguito le musiche di Verdi, dal Teatro Scientifico Bibiena.
È il melodramma che si fa film e diventa reale, che esce dal suo tempio, il teatro, per calcare il “palcoscenico” di una Mantova riportata, dalla sapiente fotografia di Vittorio Storaro, indietro nel tempo, nel XVI secolo.
A Marco Bellocchio è stato affidato il difficile compito di dirigere gli artisti nell’interpretazione dei personaggi e di tenere le redini della complessa macchina della regia.
Di grande impatto emotivo le ambientazioni scelte: le sontuose sale di Palazzo Te, la celebre villa destinata alle feste, ai ricevimenti e agli “ozi” del duca di Mantova, costruita tra il 1525 e il 1535 dall’architetto e pittore Giulio Romano per volere di Federico II Gonzaga; Palazzo Ducale, la residenza principale dei
Gonzaga, signori, marchesi e infine duchi della città di Mantova e la Rocca di Sparafucile, denominata anche la Rocca del Rigoletto, un antico presidio militare dei Gonzaga situato all’ingresso della città di Mantova proprio davanti al ponte di San Giorgio.
Nel film tornano a vivere gli sfarzi della corte, frequentata da dame
e signori blasonati, ma anche quelle atmosfere più misere e povere che si respiravano ai margini della città, nelle strade buie e malfamate frequentate da assassini e malviventi di ogni genere.