Ridiculosi amori del Medioevo
22 Giugno 2012
Due coloratissimi cantastorie irrompono tra gli spettatori, con i loro bellissimi costumi, divertendo e coinvolgendo il pubblico nei loro lazzi verbali, nei loro racconti e nell’animazione delle storie che raccontano (alcuni ridiculosi amori del medioevo). Durante lo spettacolo, il pubblico si troverà coinvolto in divertenti situazioni, che rievocheranno l’antico mestiere deicantastorie medioevali.
Si parte con Garzo e i suoi proverbi del 1200 che, divertendo, stupiscono e fanno riflettere sul fatto che da allora ad oggi, per certe cose, è cambiato ben poco. Seguono alcune battute della celeberrima “Rosa fresca aulentissima…” di Cielo d’Alcamo, realizzate in maniera ironica, che servono da introduzione all’esplosivo atto unico “La vera Historia dell’amore di Alibech e Rustico”,tratto da una novella del Decamerone di Giovanni Boccaccio. Vi si racconta di come Alibech, giovane e procace fanciulla araba, volesse imparare a “servire le cose dello spirito”. Per far ciò va nel deserto a cercare gli eremiti che vivono solo di elevati pensieri. Ne trova alcuni ma, in un modo o nell’altro, non ne trae alcun insegnamento, finché non incontra Rustico che le insegna…come si rimette lo diavolo ne lo ninferno!
Si chiude lo spettacolo con un altro “riduculoso amore” in “omaggio a Ruzante”, il grande autore pavano del ‘500 del quale quest’anno ricorre il cinquecentesimo anno dalla nascita; con lui si entra nella grottesca atmosferadei contadini pavani del ‘500 con le loro storie di vita quotidiana e d’amore. Il pezzo, tratto dal “Parlamento de Ruzante che jera vegnù de campo”, si avvale di una breve prolusione che presenta la situazione storico-economico-sociale del tempo e prepara lo spettatore alla comprensione della rustica e picaresca parlata pavana, così fortemente descrittiva e ricca di colori forti.