Quel veneto di Shakespeare

1 Agosto 2012 By Valentina

Lo spettacolo parte dalla riflessione su una questione alquanto singolare: cinque drammi shakesperiani (di cui ben quattro capolavori indiscussi) sono ambientati nel Veneto. Forse questo significa che il nostro drammaturgo era veneto? (e, soprattutto, perché ha scritto “I due gentiluomini di Verona”?) Questo improbabile quanto divertente interrogativo apre lo spettacolo e permette l’inizio di un viaggio di esplorazione del mondo shakesperiano. Partendo dagli strafalcioni geografici che costellano un Veneto dell’immaginazione, passando per alcuni interessanti aneddoti della vita del Bardo di Stratford Upon Avon, si approfondirà giocosamente la conoscenza in particolare con due testi di grande valore e freschezza: “I due gentiluomini di Verona” e “Il Mercante di Venezia” (senza però dimenticare “Otello” , “Romeo e Giulietta” e “La Bisbetica Domata”).
Un racconto comico, dal ritmo incalzante e zeppo di musica, per avvicinare gli spettatori a un autore ancora estremamente comprensibile e godibile, separato dalla nostra epoca da un leggero velo di polvere che il tempo gli ha posato sopra, ma che poche, energiche spazzate possono riportare alla “radianza” delle origini.