Queen the ballet
23 Settembre 2012Una sala piena, gremita di gente, file di persone in attesa che le porte vengano spalancate: è un pubblico brioso, sa che le musiche sono altamente coinvolgenti e la compagnia ospite viene da lontano, niente meno che da Sanremo, trascinando con sé un curriculum artistico di tutto rispetto. La gente ha capito. Il “Queen the Ballet” è uno spettacolo per persone forti, dotate di carica emotiva e voglia di divertirsi. Per canalizzare senza conseguenze pericolose la positività presente in sala, sul fondale digitale, in scena ben dieci minuti di spettacolo visivo prima del balletto vero e proprio: il caleidoscopio di colori con la musica di sottofondo ha creato un vero e proprio effetto di catarsi, le preoccupazioni della giornata se ne sono andate come niente, fuggite come quelle ombre mutevoli che appaiono sullo sfondo. Solo ora si può iniziare a danzare.
Primo ballerino è Marcello Algeri, allo stesso tempo coreografo della compagnia: a lui si deve attribuire la bellezza e la dinamicità del movimento, in combutta con la regia di Kelly Caldwell. Bohemien Rhapsody, Radio Ga Ga, We will rock you, We are the champions, Who wants to live forever: un assaggio della colonna sonora portante, incredibilmente rock, Freddy Mercury e i Queen animano la serata con le loro intramontabili canzoni. La compagnia Proballet riesce a interpretare la vitalità di questa musica con un’incredibile forza di volontà: si assiste a un ballo che raccoglie le più svariate influenze, può piacere proprio per questo a tutti, in via del suo mix tra danza classica e moderna. Siamo consapevoli della difficoltà artistica di certi movimenti sulle punte, dei sollevamenti di peso, delle piroette: la prima ballerina, Sabrina Rinaldi, elegante e aggraziata, volteggiava tra le braccia di uomini diversi, trasportata, appoggiata, ripresa, lanciata.
Una nota positiva è da aggiungere ai costumi, semplici e funzionali, ma nonostante tutto capaci di attrarre l’occhio sulla muscolatura perfetta dei ballerini, un corpo sempre in movimento, mai stanco di esprimere la propria forza vitale.
Alla fine i ringraziamenti non finivano mai, a giusto titolo, la presentatrice Wendy Raro ha avuto occasione di scambiare due parole con il coreografo e la prima ballerina. Sono sicura che chiunque si sia alzato da quella poltrona dopo il balletto fosse carico di emozioni, avendo assorbito tutta l’energia positiva presente in sala e che avesse un’incredibile voglia di ballare ed essere rock.
Una serata solo per “ganzi”. Da non dimenticare il prossimo appuntamento del Festival di danza delle terme: venerdì 28 settembre al Castello del Catajo di Battaglia Terme ci sarà “La Quintessenza” con Giovani@Offbeat.lab e un quartetto musicale. Uno spettacolo sui quattro elementi, in una cornice meravigliosa: stare a casa è impensabile!