Quattro soldi

19 Marzo 2015 By Elena Bottin

Con Claudia Bellemo, Alessandra Giuriola, Elena Nico, Caterina Soranzo, Marco Tonino, Jacopo Giacomoni, Vincenzo Tosetto
costumi Giacomo Sega
suono Paolo Calzavara
luci Cristiano Colleoni, Domenico Migliaccio

Ottavo appuntamento con Superstart, Progetto Teatro Off del Teatro Stabile del Veneto. In scena, Quattro soldi, una produzione Malmadur – compagnia che distribuisce Lear/del conflitto generazionale, spettacolo vincitore del Premio Off dello Stabile nel 2013 – diretta da Sandra Mangini e interpretata da Claudia Bellemo, Alessandra Giuriola, Elena Nico, Caterina Soranzo, Marco Tonino, Jacopo Giacomoni e Vincenzo Tosetto. Freschi e vitali, i giovani di questa compagnia di recente formazione portano sul palco la loro travolgente energia, prendendo ispirazione da L’opera del mendicante di John Gay, ma anche dal teatro politico di Brecht, e propongono una lettura tragicomica dei giovani di oggi, i nuovi poveri minacciati da una società concorrenziale e corrotta. È il ritratto particolarmente efficace di una generazione privata del futuro. Superstart, il Progetto di Teatro Off del Teatro Stabile del Veneto, propone 10 appuntamenti distribuiti tra Padova e Venezia che mettono insieme alcuni tra i gruppi veneti più rappresentativi degli ultimi anni, cui si aggiungono tre compagnie che sintetizzano idealmente la scena nazionale di Nord, Centro e Sud Italia in dialogo con il Veneto. La rassegna vuol essere un momento di significativo sviluppo del lavoro aperto dal Teatro Stabile del Veneto sui temi del contemporaneo, stimolando il confronto artistico e attivando nuovi percorsi di crescita.

La compagnia
Malmadur nasce nel 2013, dall’esigenza di due compagnie, Empusa Teatro e H2O Non Potabile, dopo anni di collaborazione, di costituirsi sotto un solo nome. Malmadur in friulano, trentino e veneziano antico significa “Acerbo/Immaturo”. Malmadur è un nome unitario per il progetto che accomuna le due compagnie originarie e sottolinea il carattere sperimentale e di continua ricerca dei soggetti che ne fanno parte, in piena formazione in tutti i campi e i compiti che riguardano la produzione, la messa in scena e la distribuzione degli spettacoli teatrali.

Lo spettacolo
La vicenda si svolge in un’agenzia di collocamento, dove tutti cercano lavoro. Un istinto biografico che nasce dall’esperienza quotidiana di disoccupati e mette in gioco un puzzle. Tony Tenja, ricettatore e spia della polizia, è un moderno arrampicatore sociale, diventato ricco e famoso sfruttando i poveri. Lady Tenja, sua moglie, è un’elegante moralista bigotta, una donna crudele, spietata, e alcolizzata. La figlia Nelly conquista con il proprio fascino malizioso il seducente bandito Jackolamia, un sassofonista predatore che forma una band di disperati per fare soldi. La coppia Tenja gli tende la trappola in un bordello gestito dalla sua ex Gianna J, l’imprenditrice moderna che sfrutta la femminilità plastica per il guadagno. In prigione Jacko riceve la visita di Lucy, aggressiva donna di strada, figlia del carceriere corrotto Mouser, che un tempo aveva promesso di sposare. Per accontentare il pubblico, gli giunge la grazia, perché Jackolamia rappresenta la vittima sacrificale degli approfittatori. Dobbiamo denunciare le nuove povertà per liberarci dall’uragano in cui siamo dispersi. La paura della crisi è una forma che ci domina, che ci ossessiona con l’idea del risparmio.

Note di regia
In dialogo con l’opera di John Gay, che ritrae con folgorante acume una società degradata in cui i rapporti umani sono regolati esclusivamente dall’interesse economico, e l’opera di Bertolt Brecht, che due secoli dopo analizza compiutamente le falle/voragini del sistema di cui tuttora facciamo parte, quello del profitto e dello sfruttamento generalizzato, vogliamo parlare di noi, della nostra situazione attuale di nuovi poveri, e non solo in senso monetario. Impotenti sotto il peso di un inevitabile fallimento, ci ritroviamo senza assicurazione sui nostri diritti fondamentali di esseri umani e soprattutto profondamente soli. Le allegre vicende di questa banda di disperati in cerca di un posto al sole costi quel che costi, in lotta per la sopravvivenza (del proprio piccolo-grande potere), in una rete di rapporti spietati del tipo “morte tua vita mia”, in cui non c’è più spazio per nessuna attività spirituale, raccontano – in commedia – il fallimento di un’ideologia basata sulla trasformazione di tutto in “prodotto di vendita”, smascherando così beffardamente le grandi mitologie del nostro tempo: il denaro, il successo, il “Lo puoi!” (a scapito degli altri).
Sandra Mangini