Perelà, Uomo di Fumo

26 Giugno 2013 By Elena Bottin

Con la rappresentazione di Perelà, uomo di fumo, adattamento teatrale del romanzo di Aldo Palazzeschi Il codice di Perelà, si conclude il Corso di introduzione alla pratica scenica, riservato agli studenti del DAMS di Padova. In una veste comica e di straordinaria inventiva la “favola aerea” di Palazzeschi narra la vicenda di un eccezionale uomo di fumo che, cresciuto in un camino e alimentato dal fuoco e dal parlottio di tre misteriose Vecchie, scende fra gli uomini, accendendo in essi il desiderio entusiastico del cambiamento e di una universale rigenerazione, finché… Lo spettacolo, interpretato dagli allievi del corso e con la regia Beppe De Meo, andrà in scena giovedì 27 giugno. L’eroe della favola allegorica Il codice di Perelà (1911), romanzo inaugurale come pochi altri della narrativa d’avanguardia del Novecento, è una nuvola di fumo in forma d’uomo, cresciuto nel grembo di un camino, alimentato per trentatré anni dal fuoco e dal parlottio di tre misteriose Vecchie. Incamminatosi per il mondo, di cui tutto conosce senza aver mai visto nulla, il candido Perelà scopre, insieme al significato reale delle parole, contraddizioni e pregiudizi, opponendo ad essi, e all’insopportabile pesantezza delle cose, unicamente la propria naturale leggerezza. La sua eccezionale diversità accende nell’umanità il desiderio del nuovo e la speranza di una rigenerazione globale, al punto da affidargli il potere di riscrivere il Codice del Regno. L’involontario eroe finisce tuttavia per scontare la volubilità degli uomini che, al primo incidente, ne decretano la condanna. Nella creazione di Palazzeschi, da lui definita “la mia favola aerea, il punto più elevato della mia fantasia”, oltre ai richiami parodici alla vicenda di Cristo messi in luce da una parte della critica e all’espressione dello spirito utopistico del primo Novecento, si colgono innumerevoli riferimenti alla vita sociale e culturale del tempo. Il suo senso non si esaurisce, però, nei significati allegorici più stretti, ma si amplia fino ad abbracciare la nostra epoca…et ultra. L’adattamento scenico del romanzo, a cura di Roberto Guicciardini, mette in risalto il già spiccato potenziale drammaturgico dell’originale, restituendone una sintesi fedele ed efficace. I ragazzi del laboratorio si sono immersi nel lavoro con crescente interesse e con un ragionevole timore per le difficoltà delle messa in scena, tuttavia trovando nel palazzeschiano “lasciatemi divertire” un buon motivo di incoraggiamento.