Peperoni difficili
20 Marzo 2017Al Teatro MPX – Multisala Pio X va in scena questa sera lo spettacolo “Peperoni difficili, la verità chiede di essere conosciuta” con Anna Della Rosa, Ugo Giacomazzi, Rosario Lisma e Andrea Narsi.
Anche questo appuntamento della rassegna teatrale “Arti inferiori” promossa ed organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova con Arteven Circuito Multidisciplinare del Veneto/ Regione del Veneto, che affronta argomenti di estrema attualità, mettendo in discussione con intelligenza temi capitali. L’autore, interprete e regista Rosario Lisma ha infatti scritto un testo coraggioso e controcorrente su verità, amore e fede. Un testo che in scena risulta una commedia dai tempi comici perfetti, da tre stagioni applaudito e apprezzato in tutti i Teatri d’Italia. Una pièce divertente e al tempo stesso commovente. I quattro bravissimi interpreti danno corpo e voce a personaggi intensi e credibili nella loro fragile umanità, regalando al pubblico forti emozioni e strappando convinte risate a scena aperta.
L’azione si svolge in una cucina abitabile. È decisamente una commedia. Sei personaggi, tre porte, entrate e uscite, qualche segreto e qualche equivoco, una donna. Ispirandoci volentieri alla grande commedia umoristica del Novecento – scrive Rosario Lisma – cerchiamo di portare i personaggi e la loro vita. Il realismo si avvera nelle parole, nelle relazioni e negli accadimenti. Tra il comico e il dolore. “E che c’è di strano? Non è forse questa vita che senza avvisare ti fa ridere tra le pieghe della tragedia?” – dice Pietro, l’uomo spastico che crede di apparire normale. L’intento è quello di incarnare in una vicenda piccola e apparentemente banale i grandi dilemmi dell’animo umano, che sono sempre gli stessi. Cos’è giusto e cosa sbagliato? Cosa è la verità? È il diritto di dirla o il dovere di saperla? Possiamo essere realmente autentici nella nostra vita quotidiana e cosa vuol dire essere autentici? E, soprattutto, in nome di quale principio? Qual è il senso del nostro agire a questo mondo? A domande di questo tipo ha cercato di rispondere il teologo Vito Mancuso che molto mi ha ispirato nella stesura del testo. Nel saggio ”La vita autentica” (Raffaello Cortina 2009), proietta il tema della verità verso il “fine” a cui l’uomo è chiamato. La relazione fra gli individui, l’ordine, il bene. In una parola, che ho pudore a dire, poiché troppo abusata e spesso equivoca: l’amore. Citando il grande teologo protestante D. Bonhoeffer, Mancuso indica una Verità con la v maiuscola che può anche non corrispondere alla cronaca del reale, ma che è quella che aderisce davvero al principio dell’amore tra gli uomini. Ma è così semplice come sembra? Basta una bugia “a fin di bene” per adempiere al proprio compito morale? Il mio scopo è interrogare. La mia certezza è il dubbio.