Mystic Gipsy Soul

25 Marzo 2014 By Elena Bottin

Con la quarta edizione di SacreArmonie la città di Padova torna a riflettere sui rapporti tra sacro, profano, spiritualità e sapere che caratterizzano la sua storia culturale e artistica. La rassegna è organizzata dal Comune di Padova – Settore Attività Culturali all’interno del format Universi Diversi, in collaborazione con la Scuola di Musica Gershwin.
La cultura è l’anima di una città, è la sua rappresentazione simbolica, la declinazione progettuale della sua identità più profonda. Questo è il filo rosso che unisce la volontà del Comune di Padova di connotare sempre più la città ad elevato grado di complessità culturale come “Città d’arte” coniugando questa identità con lo spettacolo dal vivo e la produzione culturale cittadina. La quarta edizione di SacreArmonie si inserisce all’interno di questo percorso di ricerca con un programma che, come spiega Maurizio Camardi, direttore artistico della rassegna, «intreccia mondi e culture in un’apparente relazione di incontro/scontro, a partire dalla scelta dei palcoscenici degli spettacoli: cattedrali profane che ospiteranno traiettorie di rara spiritualità e luoghi del sacro che si presteranno a diventare veri e propri teatri».
Musiche e danze mistiche lungo la gipsy route dall’India all’Andalusia – Prima assoluta in Veneto.
Di e con
Maya Devi (Italia) – Kalbeliya rajasthani dance, danza Sufi e flamenco gitano
Anuj Mishra (India/Rajasthan) – Kathak Lucknow Gharana
Neha Singh (India/Rajasthan) – Kathak Lucknow Gharana
Rajput Maharani Ensemble (Italia/Iran)
Malika Fehrat – danza araba nomade, danza duende e Sufi dervisci
Jyoti Kumar – danze arabe e persiane
Chandalini Devi – danze persiane
Roberto Zanisi – percussioni arabe e strumenti a corde orientali
Francesco Gherardi – percussioni indiane
Pejman Tadayon Ensemble – musica persiana e Sufi, poesie di Rumi
In collaborazione con Nomad Dance Fest
Dopo il successo dello spettacolo con i Monaci Tibetani Tashi Lhunpo, continua il percorso di Sacre Armonie tra le musiche e le danze mistiche dal mondo con un’altra prima assoluta nata dalla collaborazione con Nomad Dance Fest International, il festival internazionale di culture, musica e danze nomadi in Italia e in India.
Lo spettacolo Mystic Gypsy Soul sarà un viaggio mistico ed indimenticabile, una magnifica evocazione del sacro attraverso le antiche tradizioni nomadi della gypsy route. Il prestigioso gruppo rivelerà uno straordinario viaggio musicale e danzante riscoprendo tradizioni nomadi antiche e mistiche.
Dall’India all’antica Persia, dall’Egitto al Marocco, dalla Turchia al Mar Mediterraneo fino all’Andalusia attraversando I confini geografici dove il viaggio dei popoli ha permesso lo sviluppo di un vero e proprio mosaico di tradizioni che divenne tutt’uno con l’armonia e la bellezza.
Il viaggio parte quindi dal deserto del Rajasthan e dalle sue danze di corte per concludersi nei quartieri gitani dell’Andalusia meridionale. Il legame tra il Kathak, La Kalbeliya e il flamenco lo si scopre non soltanto recuperando l’accreditata tesi secondo la quale i gitani sarebbero emigrati dall’India in Europa ai tempi dell’invasione mussulmana, ma tentando un esperimento che, accostando dal vivo le due forme spettacolari, ne metta in evidenza le assonanze stilistiche e i nessi antropologici. Lo spettacolo inizia con un’introduzione sui racconti delll’India mistica, una sorta di viaggio nel tempo al recupero di quegli archetipi che appartengono alla tradizione, per poi evolversi in una vera e propria esperienza di contaminazione tra kathak, Kalbeliya, rajasthani dance, Qawwali e danza SUFI fino alla fusione con il flamenco gitano sia attraverso elaborazioni musicali tra le due culture, sia con momenti di meticciato stilistico, in cui, ad esempio il flamenco viene ballato a piedi nudi al suono delle cavigliere.
Attraverso la danza, la musica e il canto, i tesori della cultura sufi, la poesia nomade della gypsy route (La via dei gitani), rituali zingari dalla Turchia e tradizioni dell’India e del deserto dei Thar in Rajasthan si fondono con la cultura arabo-andalusa che troverà compimento nell’anima, in un profondo sentimento di estasi come declamato da Rumi (poeta Sufi).
Arti spirituali vi porteranno alle origini di una tradizione legata a quei pellegrini del passato, chiamati i viaggiatori dello spirito, che hanno donato alla civiltà un senso di ispirazione e significato.
Un viaggio dai deserti ai templi, dai palazzi alle corti alla ricerca di un nomadismo ricco di simbologia e misticismo.
Una dimostrazione culturale che rivivrà sul palco dell’Auditorium San Gaetano con musicisti e danzatrici provenienti da India, Iran, Rajasthan e Italia in uno spettacolo estremamente coinvolgente con una miscela di ritmi e melodie in continuo dialogo con la danza.
Il Nomad Dance Fest si propone di riscoprire e far rivivere le tradizioni di danze popolari e culture dei popoli nomadi come gioiello di una cultura che altrimenti andrebbe perduta. Un progetto che nasce dal cuore e dall’esperienza di Maya Devi, danzatrice, Maestra di danze indiane e mistiche, ricercatrice di culture orientali, Maya è un membro dell’International Dance Council UNESCO.