Modesta proposta per prevenire – Anteprima nazionale

10 Ottobre 2013 By Elena Bottin

Il libretto ebbe un certo successo di pubblico, ma non fu ben visto dalla critica, con lui mai benevola, in quanto l’autore trevigiano fu sempre un isolato, lontano dai gruppi letterari e dai salotti intellettuali. La piece teatrale mette in scena lo stesso Giuseppe Berto che racconta al pubblico, in una dimensione agile e grottesca, paradossi e anomalie della politica italiana degli anni ’70 del secolo scorso, narrando un’Italia incapace di riformarsi e aggiornarsi ai primi segni delle potenti trasformazioni che stavano maturando sul piano globale. Berto, difensore dell’individualità, si avventa contro la burocrazia e contro i partiti, grossi e piccoli, responsabili di aver guastato la struttura democratica e lancia strali contro l’ipocrisia parlamentare, il sottogoverno, l’affarismo, la corruzione, gli intrallazzi. Il lavoro mette in luce la straordinaria capacità dell’autore veneto di prevedere guasti e difficoltà del modello democratico rappresentativo e la conseguente crisi dei partiti. Tuttavia Berto non lascia spazio al qualunquismo, poiché la democrazia, pur con tutti i suoi difetti, originari e costitutivi, presenti anche nella forma più radicale di democrazia, quella dell’ Atene del V sec. A.C , è una forma di governo che non ha alternative se non peggiori, ed è anche la sola forma istituzionale che può garantire all’individuo margini sufficienti di libertà. La messa in scena realizza un performance che solleva questioni riguardanti temi che anche oggi ci riguardano da vicino in una chiave di irriverente garbato divertimento.
“Alla prima lettura del copione che Guido Rebustello ha tratto dal libretto Modesta proposta per prevenire di Giuseppe Berto del 1971, sono stato impressionato dall’originalità e dall’attualità dei suoi contenuti” racconta Toni Andreetta docente del dipartimento dei Beni Culturali,Università degli Studi di Padova, “soprattutto mi ha colpito l’orrore che Berto manifesta per ogni fondamentalismo materialista, metafisico o religioso che abbia come fine l’annullamento dell’individuo. Mi pare che lo spettacolo, realizzato in forma di incontro con l’autore, componga un tessuto di riflessioni di grande rilevanza, mettendo in luce l’eterno problema della tensione tra stato e individuo. Il vero bersaglio di Berto è la semplificazione cui gli apparati e le burocrazie, dello Stato o della Chiesa, costringono e imprigionano la struttura psichica dell’uomo per i propri scopi.”