Mio figlio era come un padre per me
26 Aprile 2015I Fratelli Dalla Via sono l’ultima realtà artistica nata in Veneto ad essersi affermata prepotentemente sulla scena nazionale con il suo linguaggio che mette le radici nel teatro di drammaturgia ma si evolve in codici e forme sceniche assolutamente inediti. Con queste modalità raccontano la crisi del modello Nord-Est e dei suoi imprenditori in modo ironico e dissacrante. Tra giri di spritz, gare di boeri e preghiere laiche il dramma del fallimento si consuma senza pietà.
Superstart, il Progetto di Teatro Off del Teatro Stabile del Veneto, propone 10 appuntamenti distribuiti tra Padova e Venezia che mettono insieme alcuni tra i gruppi veneti più rappresentativi degli ultimi anni, cui si aggiungono tre compagnie che sintetizzano idealmente la scena nazionale di Nord, Centro e Sud Italia in dialogo con il Veneto. La rassegna vuol essere un momento di significativo sviluppo del lavoro aperto dal Teatro Stabile del Veneto sui temi del contemporaneo, stimolando il confronto artistico e attivando nuovi percorsi di crescita.
La compagnia
Marta Dalla Via è attrice. Da qualche anno ha scoperto il piacere di essere anche autrice dei suoi lavori. Scrive e mette in scena Veneti fair con la regia di Angela Malfitano che debutta al Napoli Fringe Festival 2010. È tra i sei giovani autori scelti dal drammaturgo Stefano Massini per il percorso Urgenze presso lo spazio IDRA (Indipendent Drama) di Brescia, dove vince con il testo Interpretazione dei sogni. Insieme al fratello Diego Dalla Via scrive Piccolo Mondo Alpino progetto vincitore del Premio Kantor, spettacolo prodotto dal CRT di Milano e vincitore del premio speciale della giuria nel concorso drammaturgico CTAS Oltrelaparola 2011. La loro collaborazione da casuale e affettiva diventa effettiva e voluta: nascono i Fratelli Dalla Via, un’impresa famigliare che costruisce storie.
Lo spettacolo
Vincitore Premio Scenario 2013 – Motivazione della Giuria:
Con ironia raggelante e a tratti con punte di cinismo il lavoro affronta la tragica questione del suicidio, come scelta estrema compiuta da innumerevoli imprenditori colpiti da crisi economica. Raccontando la storia di una ricca famiglia del nord est italiano si traccia una sorta di cupa parabola sul conflitto generazionale. Due fratelli – che sono fratelli anche nella vita, Marta e Diego Dalla Via – architettano l’omicidio dei genitori. Ma “uccidere i propri padri” sembra un atto impossibile dal momento che questi hanno deciso di farla finita, lasciando in eredità assenza di futuro e consumo del passato. Con uso intelligente dell’italiano regionale i due attori riescono a dar profondità e leggerezza a una vicenda estrema, ma allo stesso esemplare, in cui il senso di colpa tra le generazioni pare innescare un processo autodistruttivo che lascia poche vie di fuga.