L’uomo dal fiore in bocca
3 Dicembre 2014Atto unico di Luigi Pirandello, “L’uomo dal Fiore in bocca” è un perfetto esempio di dramma borghese nel quale convergono i temi dell’incomunicabilità e della relatività della realtà. È un colloquio fra un uomo che si sa condannato a morire a breve e che per questo medita sulla vita con urgenza appassionata, e uno come tanti, che vive un’esistenza convenzionale, senza porsi il problema della morte. Un atto unico in cui l’Uomo e l’Interlocutore si confrontano sul senso della vita: l’Uomo che sta per morire (il fiore e’ la metafora dell’epitelioma, il cancro che lo condanna), per il quale la vita ha il senso di un microcosmo da osservare con l’intensità e il rigore scientifico di un entomologo, e l’interlocutore invece che rappresenta la normalità di chi ha tutto il tempo davanti a sé e si lascia coinvolgere in una piccola serie di eventi quotidiani. L’atmosfera, inizialmente realistica, acquista presto una valenza metafisica nell’analisi ossessiva che il protagonista propone attraverso una gestualità spiata da un mondo che ormai lo trova come mero spettatore. In questa versione, diretta da Paolo Zaffaina, l’interlocutore non è presente, poiché nella lettura che il regista ha voluto mettere in scena, egli non è altro che l’uomo stesso che parla ora a se, ora al pubblico.