Luci (e ombre) della ribalta

15 Gennaio 2014 By Elena Bottin

In un futuro non identificato, un gruppo di esploratori si imbatte in uno strano ambiente dal vago effluvio di sacro, dove la vita sembra sia stata sospesa, ibernata, stoppata da qualche straordinario evento. Ben presto si rendono conto che non di un tempio o di una chiesa si tratta, ma di un luogo che nel XX secolo veniva chiamato “teatro”, con attori, musicisti, cantanti e l’immancabile pubblico. Ispezionandolo, perplessi ma incuriositi, ne provocano la riattivazione completa: dalle luci agli attori, dalla musica agli spettatori, finendo involontariamente per essere testimoni di quello che, in quella sera del lontano 2014, era la rappresentazione in programma… Un gioco di ribaltamenti di senso e bisticci linguistici che ci permette, con molta ironia, di ridere di noi teatranti che siamo lì a riprodurre noi stessi. Una divertente e paradossale commedia satirica in cui il pubblico non potrà non sentirsi direttamente coinvolto. Il tutto condito dall’accompagnamento musicale e sonoro rigorosamente d.o.c., prodotti, lì, sul palcoscenico, da musicisti in carne, ossa e strumenti.