L’ospite gradito
29 Aprile 2013“Far piangere è meno difficile che far ridere” osì Giuseppe de Filippo detto Peppino è stato uno degli autori comici e drammaturgici più importanti della panoramica teatrale italiana. Così, nella tragedia, De Filippo incarna una sorta di comicità intelligente ed astuta che fa nascere dalla “farsa”. Una farsa che trova nell’operetta teatrale dell’Ospite gradito una completa e piena espressione. La prima dello spettacolo venne rappresentata nel 1948 al Teatro Valle di Roma. Il commendatore Gervasio Savastani vive una vita agiata e tranquilla, in occasione del suo cinquantasettesimo compleanno decide di dare una festa. Arrivano invitati di tutti i generi: ragionieri bizzarri, donne stravaganti, vicini di casa eccentrici, tutti per celebrare la vita del padrone di casa, condivisa con un’esuberante moglie e un’adorata figlia. Ma allo scoccare dell’inizio della festa, la cameriera annuncia un ospite. Un vecchio compagno di scuola che Gervasio decide di ospitare in casa. Ecco che l’ospite, con il passare dei giorni, diventa sempre meno gradito…