L’albero storto – Una storia di trincea

1 Dicembre 2014 By Elena Bottin

Il carattere di unicità dello spettacolo è un intreccio fitto di teatro e musica, di narrazione e canzoni, di personaggi che vivono nelle parole e nei canti di guerra. Da questa idea comune è nata la collaborazione tra diversi artisti: Beppe Casales, autore del testo e attore, il Coro Valcavasia, ensemble pluripremiato e non nuovo a contaminazioni col teatro, Isaac de Martin, giovane musicista attivo anche all’estero, e infine Mirko Artuso, regista dello spettacolo. “L’albero storto” è il nome di una trincea sul Carso, una trincea in mano agli Austroungarici. Nello sconvolgimento del territorio rimane vivo un elemento naturale, un albero che diventa immediatamente un simbolo per tutti i combattenti. Ma “l’albero storto” è anche un’immagine che rimanda agli uomini in guerra: un essere che cresce e vive, nonostante tutto.
In scena ci sono tre personaggi, tre uomini raccontati da un’unica voce: un ufficiale, il “Capitan”, e due soldati semplici, Tonon e Romeo, tutti impegnati a prendere la trincea dell’albero storto. Tonon e Romeo sono l’anima contadina dell’Italia trasformata in fanteria. Tonon e Romeo, a loro modo, portano la dignità della vita dentro alle trincee. Il Capitan, il protagonista della storia, scoprirà assieme ai suoi soldati la sua vera natura.
Ad accompagnare i protagonisti della storia c’è la musica che ha scandito i giorni della Grande Guerra sul fronte italiano. “L’albero storto” racconta le vigliaccherie e le fragilità della trincea, un luogo di ricordo, di canti, di attesa, di spasmo, di battaglia.