La scimmia

12 Novembre 2019 By Elena Bottin

Dopo l’entusiasmante serata con la compagnia di danza contemporanea di Enzo Cosimi , al teatro Comunale Quirino De Giorgio di Vigonza (PD) sabato 16 novembre con GIULIANA MUSSO e il suo nuovo lavoro LA SCIMMIA, prosegue #Tempopresente
programma di teatro musica e danza dedicato alla contemporaneità

“Sentiamo di avere il compito di tutelare la forza formatrice del teatro – interviene Greta Mazzaro, assessore alla cultura del Comune di Vigonza – in quanto luogo dell’incontro con gli altri e con se stessi: vi auguriamo che gli spettacoli scelti siano fucina di idee e palestre per i sentimenti, capaci di dare forma nuova ai vostri pensieri e ai vostri gesti”.

“Mai come nel caso di Vigonza, tra le province di Padova e Venezia, – aggiunge Cristina Palumbo, coordinatrice artistica al Teatro Comunale – il Teatro è soprattutto luogo storico identitario della comunità locale. E’ da poco stato avviato un percorso di ri-definizione della sua funzione di portatore di valore e visibilità all’interno del Borgo storico, come centro di promozione culturale e sociale che insieme all’importante Archivio delle opere di Quirino De Giorgio  aggiorni e rilanci quella vocazione ad agorà immaginata dall’architetto negli anni Trenta.  
E anche le Botteghe artigiane che abitano il Borgo Storico, portano energie e centralità al sito, attraverso connessioni tra mondo artistico culturale  e modo artigiano del “fatto a mano” .

Tra gli spettacoli più attesi La scimmia, in programmazione sabato 16 novembre alle 21.00, di e con Giuliana Musso, tra le maggiori esponenti del teatro di narrazione e d’indagine (Premio della Critica 2005, Premio Cassino Off 2017 e Premio Hystrio 2017): liberamente ispirato al racconto “Una Relazione per un’Accademia” di Franz Kafka, lo spettacolo è il racconto di una strategia di sopravvivenza che prevede la perdita di sé stessi e del proprio sentire nel corpo.

Questo personaggio è a suo modo un buffone, tenero come Charlot, diabolico come un arlecchino. La Scimmia è diventata un attore del varietà e parla ai Signori dell’Accademia: facendo il cretino per il pubblico nutre la sua infinita fame di umanità. Ridendo di quello stesso pubblico che compiace ogni sera trova uno spazio di libertà. Il buffone sul palco resiste così alla violenza.

LA SCIMMIA di e con Giuliana Musso
testo originale di Giuliana Musso liberamente ispirato al racconto Una Relazione per un’Accademia di Franz Kafka
traduzione e consulenza drammaturgica di Monica Capuani

musiche originali Giovanna Pezzetta movimento a cura di Marta Bevilacqua
assistente alla regia Eva Geatti costruzione elementi scenici Michele Bazzana costumi Emmanuela Cossar produzione
musicale Leo Virgili trucco Alessandra Santanera
disegno luci Claudio Parrino
assistente alla produzione Miriam Paschini foto Adriano Ferrara
produzione La Corte Ospitale coproduzione Operaestate Festival Veneto con il sostegno del Teatro Comunale Città di
Vicenza (progetto Residenze 2018 – We art 3) ; consulenza scientifica Valeria Vianello Dri, Annamaria Rossett; un
particolare ringraziamento a Annalisa Carrara, Anna Periz, Tiziana De Mario, Compagnia Arearea, Damatrà Onlus
«Quando affermo che corpo e cervello formano un organismo indissolubile, non esagero. In realtà, sto
semplificando troppo». – Antonio Damasio, L’errore di Cartesio «…così divenni naturalmente insicuro anche della cosa a me più vicina, il mio stesso corpo». – Franz Kafka, Lettera al padre

Un essere per metà scimmia e per metà uomo appare sul palcoscenico. È un vero fenomeno: un animale che parla, canta e balla. Un buffone, un mostro comico. È nato dalle ferite dell’anima di Franz Kafka, nel 1917, mentre i nazionalismi facevano tremare le vene dell’Europa. Rivive oggi, dopo cent’anni, in una nuova riscrittura di Giuliana Musso, con una più forte consapevolezza politica ed esistenziale. Si rivolge ad un auditorio di illustri Accademici, all’alta società del pensiero e della scienza e racconta la sua storia.
Scimmia libera, unica sopravvissuta di una battuta di caccia, catturata, ingabbiata e torturata, non può fuggire e per
sopravvivere alla violenza sceglie l’adattamento: imita gli umani che l’hanno catturata, impara ad agire e a
ragionare come loro.
La scimmia dunque deve dimenticare la vita nella foresta, rinunciare a sé stessa, ignorare
la chimica del proprio corpo e così imparare. Imparare il nostro linguaggio. Impara ad ignorare l’esperienza, a
pensare senza sentire. “La Scimmia” è il racconto di una strategia di sopravvivenza che prevede la perdita di sé
stessi e del proprio sentire nel corpo. È la descrizione di un’iniziazione inevitabile alle solite vecchie regole del
gioco del patriarcato, che impone la rinuncia all’intelligenza del corpo, al sapere dell’esperienza e
dell’emozione.

Si tratta di una rinuncia drammatica: senza quella voce interiore, integra e autentica, come si può esprimere l’intelligenza empatica così indispensabile alla sopravvivenza del vivente? La scimmia è il corpo che vive, sente e quindi pensa. È l’animale pienamente umano. La scimmia siamo noi.

NOTE DI GIULIANA MUSSO
Ho conosciuto La Scimmia grazie all’incontro con Monica Capuani che mi ha proposto di leggere un suo adattamento teatrale del racconto di Franz Kafka “Una relazione per un’Accademia”. Attraverso Monica ho conosciuto anche l’attrice britannica Kathryn Hunter, profonda e magistrale interprete di questo monologo kafkiano. Ma la volontà di creare uno spettacolo è nata solo quando ho scoperto che La Scimmia avrebbe potuto staccarsi dalla dimensione assegnatale dal suo autore per trovarne una più vicina ai temi che mi sono cari. Ho iniziato un percorso di sovrascrittura che mi ha condotto sempre più lontano da Kafka e vicino ad una proposta di riflessione di stampo antropologico. Una delle autrici che più mi hanno ispirato per questo lavoro drammaturgico è stata Carol Gilligan, psicologa dell’evoluzione e studiosa di etica. Il tema principale che ho voluto sviluppare è l’adattamento dell’individuo ad un sistema culturale violento, dominante, pericoloso.

Violento perché normalizza la violenza, dominante perché gerarchizza tutti gli esseri viventi, pericoloso, perché
ci spinge a una razionalità disumanizzante. In questa mia scrittura la trasformazione della scimmia in umano
diviene chiara metafora dell’iniziazione dell’individuo al sistema culturale patriarcale.
La conquista della razionalità è descritta come perdita di sé, di autenticità, di coerenza, perché è una razionalità che
essenzialmente reprime i bisogni primari degli individui. Lo sviluppo di questo macroargomento nel racconto
della Scimmia si declina in alcuni sotto-temi quali la natura dei processi cognitivi, come ci viene proposta dai più
recenti studi nell’ambito delle neuroscienze, ossia del pensiero inteso come prodotto di un corpo vivente integro,
libero e senziente. Fonte di ispirazione sono stati autori quali Antonio Damasio, Frans De Waal, Candace Pert,
Daniel J. Siegel.
La voce di questi scienziati ha fatto da cornice alla potente suggestione che questo uomo- scimmia ha avuto sui miei sogni e i miei pensieri. Un’altra forte motivazione che mi ha spinto alla produzione di questo monologo è la mia passione per la natura buffonesca dei caratteri di commedia.

Questo personaggio è a suo modo un buffone, tenero come Charlot, diabolico come un arlecchino. La Scimmia è diventata un attore del varietà e parla ai Signori dell’Accademia: facendo il cretino per il pubblico nutre la sua infinita fame di umanità. Ridendo di quello stesso pubblico che compiace ogni sera trova uno spazio di libertà. Il buffone sul palco resiste così alla violenza.

Ancora disponibili ABBONAMENTI A 5 SPETTACOLI ; CARNET 3 SPETTACOLI DEIDCATI A RAGAZZI E FAMIGLIE
In prenotazione scrivendo all’email info@echidnacultura.it oppure telefonando ai nn 3711926475
I BIGLIETTI si possono prenotare anche via whatsapp tel 3711926476 oppure tel 3409446568 o scrivendo a
info@echidnacultura.it
Abbonamento 5 spettacoli: intero € 55,00, Ridotto € 45,00
Carnet 3 spettacoli: Teatro dei Ragazzi e delle Famiglie, adulti € 16,00 – ragazzi fino ai 13 anni € 10,00
Biglietti “ LA SCIMMIA” : € 12,00 – 10,00
Posti numerati
Biglietteria il giorno dello spettacolo: ore 20 un’ora prima dell’inizio.
I biglietti prenotati vanno ritirati entro 15 minuti dall’inizio.
Riduzioni: soci Coop Alleanza 3.0, over 65 e under 25, cittadini di Vigonza, iscritti alla biblioteca comunale, iscritti
Università Vigontina, abbonati Ritratti d’Attore, possessori Carnet Teatro dei Ragazzi e delle Famiglie; iscritti BelVedere
Lab.; Riduzioni alle persone con disabilità e in carrozzina: sono riservati 2 posti a rappresentazione (previa prenotazione),
di cui uno gratuito