La locandiera e gli amorosi

29 Marzo 2013 By Elena Bottin

In questo spettacolo, pur rimanendo sostanziali molte parti del dialogo dell’autore veneziano, si rivelano interessanti talune aggiunte, come per esempio le figure delle tre lavandaie: ragazze allegre, maliziose, pronte al canto e ai passi di danza, che sempre s’intromettono nel dialogo, ammiccando alla loro padrona.
I due servitori poi non agiscono soltanto in piccole “pause di respiro”, ma rappresentano una vibrante “trait d’union” tra una Mirandolina divenuta più astuta conduttrice della storia e i tre avventori: il Marchese di Forlimpopoli, il Conte d’Alba Fiorita e il Cavaliere di Ripafratta. Questi arricchiscono il loro “tipo”, la loro “maschera” divenendo, il primo, una macchietta d’uomo ancora più ridicola e impacciata; il secondo un nobilotto cicisbeo e bizzoso; il terzo, un misogino patetico e stravagante, pieno di debolezze e incertezze.