La fabbrica dei preti

21 Settembre 2015 By Valentina

Musikè, la rassegna di musica, teatro e danza promossa e organizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, riprende dopo la pausa estiva con un appuntamento in provincia di Padova: andrà in scena infatti lo spettacolo “La fabbrica dei preti”, di e con Giuliana Musso, attrice e autrice tra le maggiori esponenti del teatro di narrazione e d’indagine.
Lo spettacolo intreccia tre diverse forme di racconto: un reportage della vita nei seminari degli anni ’50 e ’60, la proiezione di tre album fotografici e la testimonianza di tre sacerdoti molto diversi tra loro, cioè un timido ex prete, un ironico prete anticlericale e un prete poeta-operaio.

«I seminari degli anni ’50 e ’60 – racconta Giuliana Musso – hanno formato una generazione di preti che sono stati ordinati negli anni in cui si chiudeva il Concilio Vaticano II e si apriva l’era delle speranze post-conciliari. La dimensione umana dei sacerdoti è un piccolo tabù sul quale vale la pena di alzare il velo per rimettere l’essere umano al centro, o meglio, al di sopra di ogni norma e ogni dottrina».

I tre personaggi interpretati da Giuliana Musso sono uomini anziani che si raccontano con franchezza: la giovinezza in seminario, i tabù, le regole, le gerarchie, e poi l’impatto col mondo e in particolare con le donne; le frustrazioni, ma anche la ricerca e la scoperta di una personale forma di felicità. Lo sfondo di ogni racconto è quella stessa cultura cattolica che ha generato il nostro senso morale e insieme tutte le contraddizioni e le rigidità che avvertiamo nei nostri atteggiamenti, nei modelli di ruolo e di genere, nei comportamenti affettivi e sessuali.