La coscienza di Zeno
3 Febbraio 2022LA COSCIENZA DI ZENO
Il romanzo psicoanalitico di Svevo arriva al Teatro Verdi di Padova a quasi 100 anni dalla sua prima pubblicazione
Riscritto e interpretato da Stefano Cordella, Dario Merlini e Noemi Radice
Dopo Troiane di Euripide al Teatro Verdi di Padova va in scena un altro capolavoro, un testo stavolta cardine del canone letterario novecentesco: La coscienza di Zeno di Italo Svevo nell’originale versione riscritta e proposta da Stefano Cordella, Noemi Radice – che ne hanno curato anche la regia – e Dario Merlini. Una co-produzione di Teatro Metastasio di Prato, Lac Lugano Arte e Cultura, Teatro Stabile del Veneto e Òyes con gli interpreti Livia Castiglioni, Daniele Crasti, Francesca Gemma, Francesco Meola, Dario Merlini e Fabio Zulli che dal 9 al 13 febbraio 2022 saliranno sul palcoscenico padovano per dare vita a un’autoanalisi pubblica del protagonista sveviano Zeno Cosini.
Nel romanzo, pubblicato ormai quasi un secolo fa, Svevo narra la crisi dell’uomo contemporaneo, procedendo per nuclei tematici che destrutturano la tradizionale trama lineare. L’autore racconta un uomo nuovo per il suo tempo, un antieroe senza volontà alla ricerca delle origini del suo malessere. Il protagonista ritorna ossessivamente sul suo passato, cercando di identificare la malattia che ha ostacolato la sua realizzazione, seguendo un flusso di coscienza, sempre sul sottile crinale tra sincerità e menzogna, tra razionalità e inconscio. Nel tentativo di raccontarsi vengono svelate contraddizioni e lacerazioni profonde.
Ed è proprio in queste crepe e aporie del vissuto che da sempre si concentra la ricerca della compagnia Oyes, lungo un percorso che sviluppa drammaturgie originali, in un confronto continuo con i grandi autori classici e contemporanei.
Nello spettacolo Zeno Cosini emerge così come il paradigma di un’umanità superata, di un tempo che sta per scadere ma che non vuole scomparire. Il protagonista si muove senza baricentro, faticando a leggere la realtà che lo circonda, ormai privo di certezze su cui poggiarsi.
In scena un’autoanalisi pubblica a cui prendono parte i personaggi della vita del protagonista, fantasmi della sua coscienza, aggrappati e rinchiusi in un secolo ormai passato, in un surreale gioco in cui i piani si confondono. Zeno si tormenta ripercorrendo i punti critici della sua esistenza, dove la narrazione diventa un tragicomico cimitero dei buoni propositi.
La coscienza di Zeno
Teatro Verdi di Padova
09>13 febbraio 2022
9 Febbraio 2022 20:30
10 Febbraio 2022 19:00
11 Febbraio 2022 20:30
12 Febbraio 2022 20:30
13 Febbraio 2022 16:00
uno spettacolo di Òyes
drammaturgia Stefano Cordella, Dario Merlini, Noemi Radice
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regia Stefano Cordella, Noemi Radice
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scene e costumi Stefano Zullo
disegno del suono e musiche originali Gianluca Agostini
disegno luci Alberto Biasutti
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con Livia Castiglioni, Daniele Crasti, Francesca Gemma, Francesco Meola, Dario Merlini, Fabio Zulli
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consulente / dramaturg Simone Faloppa
assistente alla scenografia Nina Donatini
assistente ai costumi Federica Famà
foto Luca Del Pia
organizzazione Carolina Pedrizzetti, Irene Romagnoli
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produzione Teatro Metastasio di Prato, LAC Lugano Arte e Cultura, TSV – Teatro Stabile del Veneto, Òyes
con il sostegno di Centro di Residenza della Toscana (Armunia – Capotrave, Kilowatt)
Compagnia Òyes
Òyes nasce nel 2010 attorno a un nucleo di attori diplomati all’Accademia dei Filodrammatici di Milano. La compagnia si concentra sulle crepe e le aporie del presente, per creare drammaturgie sviluppate collettivamente, attraverso scritture sceniche e improvvisazioni. La volontà è quella di mantenere vivo il processo di ricerca di nuovi linguaggi, stili e materiali drammaturgici, senza perdere il confronto con la tradizione, i grandi autori classici e contemporanei.
L’Esperimento Carcerario di Stanford ha ispirato lo spettacolo di debutto Effetto Lucifero, Premio Giovani Realtà del Teatro 2010 e finalista al premio Tondelli 2011 per la drammaturgia. Con Vania (vincitore del Premio Giovani Realtà del Teatro 2015, finalista di INBOX 2017) e Io non sono un gabbiano, il gruppo si è invece confrontato con i testi di Cechov. Fra gli altri spettacoli il progetto Schianto, menzione speciale Forever Young 2017-2018, da cui è nata la collaborazione con la Corte Ospitale per le successive due produzioni: Vivere è un’altra cosa, che ha debuttato al festival Primavera dei Teatri nel 2020 e Oblomov Show, una riscrittura del romanzo di Gončarov.
Nel 2018 Òyes ha vinto il Premio Hystrio Iceberg come migliore compagnia emergente italiana.
La coscienza di Zeno | Teatro Stabile del Veneto (teatrostabileveneto.it)