La corte de le pignate

22 Luglio 2013 By Elena Bottin

Testo corale ambientato nel 1910 a Rovigo in una Corte simile a tante altre presenti in altri luoghi del Veneto, quasi un affresco in cui il passato torna a rivivere attraverso le chiacchiere, i pettegolezzi, gli amori e gli intrighi, spesso innocenti stratagemmi di uomini e donne del popolo. La vicenda gira attorno all’amore contrastato di Nena, brava ragazza povera, e Nicoleto pupillo di un ricco e burbero zio, Menego, che non vuol sentire parlare di un matrimonio cosi inadeguato. Marieta, sua madre, preoccupata per la salute della figlia, si reca alla fiera della Madonna di Lendinara per procurarsi l’acqua miracolosa. Ma perde l’acqua che viene sostituita con semplice acqua di rubinetto. Nena comunque beve fiduciosa in un miracolo riuscendo ad affrontare Menego e a strappargli l’assenso alle nozze. Ancora una volta, la compagnia utilizza numerose foto d’epoca come elemento scenografico. Ricca di personaggi, vivace nel ritmo e nei dialoghi, sottolineata da stacchi con canti e balli, la commedia non manca di comicità e sorprese. Sullo sfondo si intravede un mondo in trasformazione: una città in cui si intuiscono i primi elementi di sviluppo in senso moderno di un’area caratterizzata da secoli di subordinazione politica, di sfruttamento, di emarginazione. Non più un mondo solo contadino ma un tessuto sociale più composito con operai, artigiani, impiegati. Un coro urbano dove la tradizionale religiosità (il pellegrinaggio) si confonde con linee di libertarismo sociale (le società operaie, la boje). Il tutto filtrato dall’ironia e dalla poesia di Palmieri, autore veneto di grande rilievo.