La città del foco
28 Maggio 2012Lo spettacolo narra le vicende di alcuni uomini e donne che nel corso dei secoli hanno deciso di difendere fino in fondo le proprie scelte di libertà di parola e pensiero pagandone un prezzo molto alto.
Note di regia La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo stabilisce che ogni individuo ha il “diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere, oralmente, per iscritto, attraverso la stampa, in forma artistica o attraverso qualsiasi altro mezzo di sua scelta’. Cosa significa applicare questo diritto nella pratica quotidiana? E nell’arte? Che cosa significa difendere la propria libertà di pensiero, parola ed opinione? Fino a che punto si è disposti a farlo? Fino a che punto si è disposti a lottare? Quando le condizioni sono avverse, quale è il punto di rottura? Dove si insinuano paure, insicurezze e fragilità? Nei nostri spettacoli noi investighiamo il passato, attraverso personaggi realmente esistiti. Ma l’attenzione al passato non vuole essere una rievocazione storica,anche quando i nostri spettacoli vengono costruiti in base all’edificio storico in cui vengono rappresentati. Investighiamo il passato per leggere la nostra contemporaneità. Le vite reali di coloro che ci hanno preceduto ci aiutano a porre domande concrete a noi stessi, come artisti e agli spettatori, come testimoni. Fare teatro per noi è un atto concreto, vero. E’ squarciare il velo delle buone maniere e delle convenzioni e guardare in fondo a noi stessi e, facendolo, cercare di spingere lo spettatore a fare altrettanto. Questa è la sfida, la tensione che ci anima.