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  08/05/2015            21:15
In scena “La piccola Speranza” su testi di Péguy

In scena “La piccola Speranza” su testi di Péguy


Oggi andrà in scena il melologo teatrale a tre voci "La piccola speranza" tratto da "Le porche du Mystère de la Deuxième Vertu" di Charles Péguy organizzato dagli studenti dell'Università di Padova.


Venerdì 8 maggio alle 21:15 andrà in scena il melologo teatrale a tre voci “La Piccola Speranza” con la regia di Andrea Carabelli tratto dal secondo dei tre Quaderni dei Misteri di Charles Péguy dedicato alle speranza.

Voce recitante: Andrea Carabelli
Musiche di Pippo Molino
Soprano: Sara Cantamesse
Mezzosoprano: Anna Giorgioni

Sarà presente in sala il compositore Pippo Molino, autore delle musiche.

L’iniziativa è organizzata da un gruppo di studenti dell’Università di Padova coordinati da Federico Andreatta e finanziata con il contributo dell’Università di Padova sui fondi della Legge 3.8.1985 n. 429 per le iniziative culturali studentesche.

«Un equilibrio perfetto tra musica e teatro – dice il regista Andrea Maria Carabelli. Non è uno spettacolo, non è un musical, ma una commistione di pezzi recitati e cantati». Il testo di Charles Péguy, per quanto scritto come un monologo, è pensato in una formula paraliturgica. «Non per nulla è chiamato “mistero”. Tuttavia», aggiunge il regista, «non volevo rappresentare un monologo – che è difficilmente apprezzabile dal pubblico – e cercavo un modo di renderlo rappresentabile senza snaturarlo. Inoltre, il testo originale è in lingua francese, e la necessaria traduzione in italiano mancava di tutta la musicalità della lingua d’oltralpe. Perciò, abbiamo collaborato con il compositore milanese Pippo Molino, in modo che la musica potesse funzionare come una “eco” del parlato, che concretamente si è rivelata come un’amplificazione armonica delle vocali. Così si è formata una drammaturgia».

La pretesa di salvare il mondo, nel testo di Péguy, arriva da un Dio che si fa carne e diventa un bambino. «Un essere a cui nessuno darebbe nulla, una piccolezza nella grandezza del mondo e del cosmo», commenta Carabelli. «Eppure Lui, Gesù, ha salvato il mondo e donato speranza. D’altronde, come dice sempre Péguy, sono proprio i bambini a donare speranza: non fanno nulla, ma nella famiglia tutto ruota attorno a loro. La mamma cucina e lava per loro, il papà lavora per loro. Ultimamente si sente spesso dire, con un pizzico di retorica, che “dobbiamo ridare la speranza ai nostri giovani” creando lavoro e stabilità, curando l’ambiente. Invece, è il contrario: sono proprio i giovani che devono dare speranza a noi».

La piccola speranza è dedicato a Giuseppe Gulotta, un uomo rinchiuso ingiustamente in un carcere per 36 anni. A chi gli chiedeva come avesse fatto a non impazzire in quella condizione, Giuseppe Gulotta rispose: «Un uomo senza speranza non è più un uomo». «Da qui», racconta Carabelli, «è partita l’indagine sul testo di Péguy, ed è in questa risposta che si sintetizza tutta l’opera. Sperare può sembrare difficile, ma disperare non è umano».

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Ingresso libero con prenotazione obbligatoria all'indirizzo info@rosmini.com. L'entrata è riservata ai soci Rosmini e Onoff, a cui ci si può associare all'entrata. Per gli studenti universitari la quota di iscrizione è gratuita. Per informazioni telefonare al 049 681792.

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