Il dio bambino
19 Febbraio 2014La stagione, inserita nel macrocartellone dell’Assessorato alla Cultura della Provincia di Padova RetEventi Cultura Veneto 2013/2014, è promossa dal Comune di Vigonza con l’associazione Teatrotergola, per la direzione artistica di Monica Minotto, e il contributo della Provincia.
Il Dio bambino, un monologo interpretato da scritto nel 1993 da Giorgio Gaber e Sandro Luporini che, dopo Il caso di Alessandro e Maria (in coppia con Mariangela Melato), Parlami d’amore Mariù e Il grigio, proseguiva e approfondiva il particolarissimo percorso teatrale del Gaber di quegli anni: esempio emblematico di quel “teatro di evocazione” teorizzato ed esplorato in tutte le sue forme espressive. Il Dio bambino è una storia d’amore; una normalissima storia d’amore nell’arco degli anni che dà agli autori l’occasione di indagare su quello che oggi dovrebbe essere un uomo: quali i suoi attributi, le sue caratteristiche, la sua maturità; capire se è compiuto o incompiuto, se ce l’ha fatta a diventare un uomo o se è rimasto un bambino.
Un bambino che si vanta della sua affascinante spontaneità, invece di vergognarsi di un’eterna incompiuta fanciullezza. E’ una storia d’amore che potrebbe essere capitata a chiunque, vista ovviamente da un’angolazione maschile. Un uomo a confronto con una donna, il miglior testimone per mettere in dubbio la sua consistenza, il suo essere adulto, la sua presunta virilità. E’ una storia d’amore che cerca di individuare quali siano oggi le differenze tra questi due esseri così simili e al tempo stesso così diversi con la consapevolezza che se queste differenze un giorno si annullassero la vita cesserebbe di esistere. Non c’è arte, né scienza, né idee, né altra invenzione dell’uomo che non nascano da questa differenza se non addirittura da questa contrapposizione. Come spesso è accaduto, Gaber e Luporini sono molto spietati nelle analisi sull’oggi, ma, tra le righe; c’è sempre un ponte con il futuro; fiduciosi non tanto per l’uomo come è, ma per le sue fantastiche, incredibili possibilità. A distanza di 21 anni dalla sua nascita, “Il Dio bambino” è ancora oggi un testo di incredibile forza, attualità e lucidità, cinico e commovente.