I balconi sul canalazzo, per la rassegna Appuntamenti con il Teatro Veneto
22 Novembre 2011
La storia, originariamente ambientata a Bologna, è stata trasposta a Venezia: fervono i preparativi per un congresso di alti prelati e tutti i nobili nonchè le persone in vista fanno a gara per ospitare nelle proprie abitazioni un vescovo o, meglio ancora, un cardinale. Tale fermento coinvolge anche i Corneti, famiglia di benestanti che possiede un bel palazzo, con i balconi sul Canal Grande.
Bepi Corneti, il capofamiglia, aspira da tempo al cavalierato e questa sembra proprio l’occasione buona per conquistare l’ambìto titolo. I teatri regionali, specialmente del Nord Italia, sono debitori di vari successi alla produzione del bolognese Alfredo Testoni (1856-1931).
Nel 1928 il capocomico trevigiano Gino Cavalieri ambientò le vicende del prete “fluttuante” don Alessio tra le calli di Venezia, anzi proprio sul Canal Grande, facendone un cavallo di battaglia di generazioni di attori. Con una comicità scoppiettante, alcuni personaggi e alcune vicende in apparenza universali e quindi trasferibili in ogni area geografica. La ’venezianità’ presente nelle commedie di Gallina o di Selvatico si trova anche ne ’I balconi sul canalazzo’ e qualche analogia, in alcuni personaggi. Il pregio maggiore è quello di aver dato modo ai personaggi di esprimersi in un dialetto vivo, erede della tradizione goldoniana, calibrato e perfetto, aderente ed efficace quale è riuscito ad imprimere la versione e l’adattamento di Cavalieri.