Era l’inizio di una sedia

2 Maggio 2018 By Silvia Antonello

 

Tenere assieme le cose
In un campo / io sono l’assenza / di campo. // Questo è sempre opportuno / Dovunque sono
// io sono ciò che manca. // Quando cammino / divido l’aria / e sempre / l’aria si fa avanti / per riempire gli spazi / che il mio corpo occupava. // Tutti abbiamo delle ragioni / per muoverci / io mi muovo / per tenere assieme le cose

Quella di Strand ha il pregio di essere una poesia molto diretta e semplice. ‘Io uso quattro parole: specchio, luna, lago, sedia’, diceva. Ma allo stesso tempo è molto meditativa, densa e intensa. Cantore dell’assenza, scrutatore di paesaggi esterni e interni, Strand sa creare favole, parabole che parlano della condizione umana. Dalle parole, dal modo in cui vengono usate, riviste, corrette, disposte e ridisposte, dipendono la vita e la morte. Chi legge i suoi versi capisce che le cose sono poesia, un’arte apparentemente improduttiva ma che persiste, si rigenera e continua a parlarci. La musica circolare, lunare della giovane formazione Purple Mist, non fa che traghettare paesaggi in altri paesaggi, creando una sorta di ambientazione visuale, una oasi dove le parole possono fermarsi un po’ a riposare. Un nuovo raffinato appuntamento con i grandi poeti moderni che da anni caratterizza la ricerca di Vasco Mirandola.

 

Era l’inizio di una sedia
Concerto Poetico sui testi di Mark Strand
voce recitante Vasco Mirandola
pianoforte e Korg Giulia Facco
voce e beatbox Camilla Ferrari