Dolly + Col sole in fronte
26 Giugno 2013Dolly
Di e con Giorgia Nardin
Dal 1959 sono stati venduti oltre 700 milioni di Barbie. Ogni giorno vengono comprate due Barbie al secondo. Questo giocattolo impeccabile e sorridente ha contribuito a modellare nel tempo i parametri con cui il corpo femminile viene considerato. Dolly ne vuole indagare l’automatismo. Il corpo viene agito dall’esterno, è un corpo in affitto, l’inquilina non lo possiede. Non può far altro che subire la propria condanna, che la costringe ad essere un soprammobile, a divenire carne da macello. Dolly ricerca un modo meccanico di abitare il corpo, di rendere la carne uno strumento e le azioni un’imposizione.
Col sole in fronte
Con Maurizio Camilli e Ambra Chiarello
Messa in scena Michela Lucenti
disegno, luci Stefano Mazzanti
Premio Associazione Nazionale dei Critici di Teatro 2010
Ispirandosi al caso di Pietro Maso, lo spettacolo delinea il prototipo veneto di una mostruosità filiale coerente, come diceva padre Turoldo, con il sistema sociale che la nutre. Fabbrichetta, soldi e macchine, eccessi e discoteche. Morto il padre resta un madre-badante troppo ingombrante per il rampollo simpatico e violento. Ogni surplus di energia e violenza prende forme danzate, mentre il romanzo di formazione del protagonista diventa un viaggio agghiacciante nei complessi abissi dell’animo umano. A partire dai nuovi mostri mediatici, prodotti dai più efferati fatti di cronaca nera, prende forma una domanda: qual è il segnale che dà il via al massacro? Un black-out? Basta un colpo, tutto finisce e il giorno dopo vai in banca a prelevare ciò che ti spetta. Poi per trent’anni cerchi un modo per invocare il pentimento.