Dalle fragole a Dio

29 Maggio 2015 By Elena Bottin

Dalle fragole a Dio ripercorre liberamente i diari di Etty Hillesum, senza concentrarsi esclusivamente sul tragico destino della scrittrice, accompagnando lo spettatore a scoprire crescita e maturazione interiore della donna. Sulla scena vengono ripercorse le tappe di questa maturazione interiore: dalla sregolatezza che caratterizzava la vita di Etty all’epoca dell’incontro con lo psicochirologo Julius Spier, a quello che la giovane definirà un “riposare in se stessa”, una centratura che le permetterà di resistere e di amare la vita persino nella drammatica bufera dell’Olocausto. Così, durante lo spettacolo, lo spettatore viene trasportato a Westerbork, il campo di smistamento olandese nel quale Etty si fa assumere come volontaria per stare vicina al triste destino del suo popolo, immergendosi poi nelle profonde parole della giovane ebrea poco prima della deportazione ad Auschwitz. Quelle che risuonano dal recinto di filo spinato sono le parole di una donna profondamente libera, una donna che ha liberato se stessa dall’odio contro il prossimo e da ogni male dentro di sé. Sullo spettacolo della Leoni, Klaas A.D. Smelik – direttore del centro studi Etty Hillesum, figlio di Klaas Smelik (cui E.Hillesum aveva chiesto di consegnare il diario perché fosse pubblicato) – ha pubblicamente detto: “Ho assistito a molte rappresentazioni teatrali tratte dal diario e dalle lettere di Etty Hillesum, ma nessuna di una tale qualità artistica. Lo spettacolo è prodotto da Viviana Leoni e Michele Pastrello, ed è stato presentato in anteprima a Venezia in occasione del convegno internazionale di Ca’Foscari dedicato al centenario dalla nascita della scrittrice.”