Ale & Franz
20 Giugno 2015Uno spettacolo che ha come titolo “Gaber, Jannacci, Milano, Noi” e che vede il duo comico nato a Zelig Ale & Franz sul palco di Este per la rassegna “Stayhuman”, una serie di eventi promossi da Gruppo Polis di Padova che uniscono grandi nomi del mondo dello spettacolo in un comune obiettivo solidale.
Dal 27 giugno l’Anfiteatro del Castello Maggiore di Este ha ospitato infatti tre serate il cui ricavato sarà devoluto al sostegno delle due strutture gestite dal gruppo di cooperative padovane impegnate ad accogliere donne vittime di violenza e persone in condizione di forte indigenza.
L’iniziativa è realizzata grazie all’importante sostegno del Comune di Este, che da anni ormai supporta Gruppo Polis e i suoi progetti.
Ale & Franz presentano così il loro spettacolo: “Il punto di partenza, le tappe di un percorso, l’ambizione di una condivisione. Gaber e Jannacci sono tutto questo per noi” dicono Ale & Franz, autori e interpreti dello spettacolo Gaber, Jannacci, Milano, Noi. Gaber e Jannacci – proseguono Ale & Franz – sono la scintilla da cui vedere l’uomo come il centro di tutto. Conoscere il suo mondo. Vederlo mentre ci gira intorno. Un mondo, sofferto e gioioso, colorato e grigio, assolato e buio. Ma, sempre e comunque, un mondo vero, reale. Gaber e Jannacci sono soprattutto la capacità di farci vedere che chi si muove e ci vive accanto, chi cammina nelle strade, chi respira la nostra stessa aria, sono uomini, persone, uguali a noi. Perché un amore andato male è un storia che abbiamo sentito mille volte, e mille volte ancora sentiremo. Perché le emozioni non finiscono mai. Tutto questo porteremo con noi, sul palco. La voglia di mostrare come un percorso tanto profondo come quello di Jannacci e Gaber abbia a sua volta aiutato e guidato la riflessione di tanti altri artisti. Mostrare al pubblico come in quei pensieri, in quelle parole, in quelle note, ci sia anche il punto di partenza della nostra storia. Vorremmo raccontarvi la fortuna di aver potuto respirare la stessa aria che Gaber e Jannacci respiravano. L’aria di Milano”