Al mattonificio
27 Giugno 2013Nell’alternanza di parole crude, forti, violente e parole intime, quasi inconfessabili, sono racchiusi un luogo (Dolo e la Riviera del Brenta) e un tempo (tra il 1940 e il ‘70). In gioco è la memoria collettiva. La necessità di ripensare cosa sono stati la fabbrica, il lavoro, la famiglia nel momento cruciale di passaggio di un’epoca. Alcuni personaggi diventano allora simbolo del conflitto sociale e dell’impossibilità di comprendersi tra uomo e donna. Esemplare la figura di Tosca, operaia alla fabbrica di mattoni, che urla con il silenzio il suo no a una vita disumanizzata, a un lavoro che ferisce il corpo, a un amore che nega la gioia. (Pierangela Allegro)