Ai ferri corti nel parco

24 Novembre 2017 By Elena Bottin
È un crescendo di emozioni quello che sta portando anche questa nuova edizione autunnale di “Limenamente Teatro” alle battute finali: il noto contenitore di spettacoli ed eventi frutto della collaborazione tra il Comune di Limena e l’Assessorato alla Cultura, con il frizzante “tocco” di Simone Toffanin e della sua CAST nella direzione artistica. Domani (venerdì 24 novembre) alle ore 21 la Sala Teatro Falcone e Borsellino, tradizionale casa della rassegna, ospiterà “Ai ferri corti nel parco” della compagnia bellunese Bretelle Lasche: una “tragicommedia” sulle “maschere sociali” e gli abissi umani, per guardare dietro le convenzioni e i comportamenti più comuni, un testo originale che volutamente gioca con gli eccessi e che per una sera farà crollare a suon di risate e di un vasto ed articolato campionario emotivo gli usi e costumi dell’uomo moderno.
 
La “miccia” della vicenda è accesa dal litigio avvenuto nel parco tra i figli di due coppie, evento che provoca il leggero ferimento di uno dei bambini. I quattro genitori si riuniscono quindi per discuterne in modo civile ed educato, come si conviene a coloro che appartengono ad un preciso modello di famiglia perbene. La conversazione, come si suol dire, parte “in punta di forchetta e guanti di velluto” con le immancabili smancerie e carinerie, mettendo subito in evidenza una certa ipocrisia e falsità da parte di ognuno dei quattro adulti. Fin qui però va tutto bene. La calma apparente svanisce quando cominciano a spuntare in mezzo al discorso velate accuse reciproche e opinabili considerazioni personali e gradatamente emeregono le personalità e i caratteri “focosi” dei protagonisti. Penelope, la mamma del bambino ferito, cerca di dare lezioni di etica e soprattutto vorrebbe insegnare come si educano i figli. Franco, che sulle prime prova a controllarsi, esplode di colpo in insulti verbali che lasciano poco all’immaginazione. Neppure Giancarlo, “cellulare-dipendente”, risparmia i presenti dalla sua morale e, lasciandosi a dir poco prendere la mano, inneggia alla violenza. Eleonora infine trova in un lieve malore e in un bicchiere di whisky di troppo la scusa per liberare la propria rabbia repressa nei confronti del marito e dell’altra coppia. Insomma, si salvi chi può! Come nella vita, la varietà di emozioni che si avvicenderanno sul palco è grande e colorata: uno spettacolo dissacrante che condanna tutti e nessuno. La regia è di Chiara Becchimanzi. “Ai ferri corti nel parco” concorre al Festival Regionale UILT.