A tua immagine
24 Ottobre 2012Dio e l’uomo: per qualcuno un rapporto naturale, per altri un’aberrazione. Nello spettacolo A tua immagine di Odemà in scena a Teatri di Vita una denuncia in chiave grottesca dell’oppressione della religione e della chiesa nei confronti della libertà umana. Lo spettacolo, con il quale la compagnia milanese ha ricevuto la “segnalazione speciale” al Premio Scenario 2009, è una realizzazione collettiva di Enrico Ballardini, Giulia D’Imperio e Davide Gorla. Sul palco tre personaggi: il primo è venuto per chieder conto al padre di quali siano i doveri ed i privilegi che comporta essere figlio suo. Il secondo, il padre, sembra tergiversare dinnanzi a queste richieste. Il terzo è venuto perché può trarre degli interessi da questa unione. Una riflessione su una cultura che da millenni opprime e fa leva su “un assurdo ricatto morale”.
Il gruppo Odemà, composto da Enrico Ballardini, Giulia D’Imperio e Davide Gorla, propone un inedito quadretto di drammaturgia visionaria, in cui Dio e il Diavolo compongono una “strana coppia”, alle spalle dell’ingenuo Gesù, per prendersi gioco dell’intera umanità e soffocarla nella schiavitù spirituale e nella violenza. Il tutto in una messa in scena leggera e profonda, dove il linguaggio da cabaret e del comico si intreccia ad una complessità di parole e riflessioni in grado di rievocare suggestioni di Goethe, Saramago e Pessoa. Il dominio da parte di Dio sulla gente, il sacrificio del figlio e la speranza del Diavolo di cavaresela sono elementi importanti che si intersecano sulla scena, facendo leva su un assurdo ricatto morale. Le nebbie di un non luogo circondano così personaggi altolocatissimi, presentando un quadro familiare terribile: quello di Lui, di Dio e di suo figlio Gesù. Si tratta di un Dio pessimo, ambizioso e insensibile più di chiunque altro alla pena ed al dolore. Unico scopo, dominare sulle genti. Ben venga se utile, il sacrificio dell’unico figlio e altre nefandezze tali da far sperare il diavolo stesso, che non venga attribuita a lui la colpa di tutto questo. Un progetto che si porta dietro la più orrenda, interminabile scia di morte, soprusi e nefandezze che la storia ricordi e che è ancora miracolosamente in vita oggi. Progetto fin troppo umano e materiale per essere “volontà divina” che da un lato sottrae al testo e ai personaggi un peso altrimenti insostenibile e dall’altro mette in risalto la “mollezza” di una società facile da plasmare e controllare. Il fortissimo disagio del personaggio (“come un’ape in un luogo senza fiori”) è comune a molte persone, nei confronti di una cultura che opprime facendo leva su un assurdo ricatto morale. “Un rischio assoluto giocato con piena consapevolezza e voglia di far risuonare, nello spazio del teatro, domande fondanti sulla nostra identità personale e collettiva”, come ricorda la motivazione della giuria del Premio Scenario che ha voluto evidenziare l’ottimo lavoro sia artistico che intellettuale proposto dai tre giovani attori. Il progetto nasce dall’incontro umano e artistico tra Davide Gorla, Enrico Ballardini e Giulia D’Imperio, con l’intento di far convergere le esperienze di ognuno in un percorso creativo comune. Tra le occasioni di incontro, lo spettacolo Quando usciremo, in scena a Milano allo spazio Zazie nel 2006, diretto e interpretato da Davide Gorla ed Enrico Ballardini. A Tua Immagine è il primo progetto che vede il trio alla lavorazione di uno spettacolo a livello di scrittura, regia e interpretazione.