L’Abito Nudo
6 Marzo 2012
Lo spettacolo porta a tratti un’astrazione, una trasposizione della realtà. In altri frangenti racconta, col corpo, una storia: in un nascere e morire di immagini, personaggi, stati d’animo dell’anima. L’intento è quello di esplorare col corpo, delle presenze: una maschile e l’altra femminile. Ci sono due vestiti e il performer si veste e si spoglia prima di uno e poi dell’altro, condividendo col pubblico la sua trasformazione. Dagli abiti nascono tre “personaggi danzanti” che mostrano la relazione tra i rispettivi mondi: diversi ma connessi. Nel progetto vi sono, oltre agli abiti attraverso i quali si indagano gli opposti, un fiore e una tavola di legno. Il fiore è apertura e purezza; può essere una promessa d’amore o un’offerta al defunto. E la tavola di legno che, se verticale, è espressione del muro che delimita o ripara, mentre quando è distesa rappresenta la porta per il mondo sotterraneo: un ricordo. Il linguaggio artistico proposto ricerca la preziosa fragilità del corpo e dell’animo umano, dal quale scaturisce l’energia vitale che porta all’atto creativo. Non si tratta di un percorso espressivo introspettivo ma al contrario si cerca di dar vita a delle ’presenze danzanti’ (personaggi) che trasmettono quel movimento fisico ed emotivo che fà parte dell’uomo e dell’ambiente, aldilà del tempo presente.