Il Sindaco

15 Novembre 2011 By

Ispirato ad un fatto di cronaca accaduto a Badolato in Calabria, lo spettacolo racconta, in una lingua paesana e universale, i sentimenti di condivisione di un sindaco di un paese del meridione che per due anni ha meritato l’onore delle cronache nazionali, ospitando nelle sue case spopolate dei profughi curdi, sbarcati per fatalità sulle spiagge di sua competenza. Lo spettacolo, diretto da Angelo Tanzi su drammaturgia di Flora Farina, ha una messinscena molto delicata, a tratti ironica pur nella sua profondità, ben recitata in uno spazio scenico minimale e raffinato che gioca sul bianco e nero.
Tanzi fa il primo cittadino di un paesino del profondo sud, presumibilmente in Calabria, dove anni prima era sbarcata una nave di clandestini ai quali Gerardo – questo il nome – aveva dato asilo, ospitandoli nelle vecchie case del centro storico oramai caduto a pezzi. L’idea e il buon cuore dell’uomo, osteggiato dall’ignoranza dei suoi concittadini, risulta vincente in un ottica di valorizzazione del territorio. Dopo il sogno, il risveglio: i profughi infatti vanno via in cerca di fortuna nel Belpaese e il sindaco insieme ai suoi paesani torna alla sua malinconica vita in estinzione. Tutto ripiomba nel degrado e l’uomo si ritrova solo a far comizi ai gatti. La vita pubblica e quella privata dell’uomo – Tanzi attore lo interpreta con una cadenza del sud che diverte, certo, ma lo rende anche tenero – si intrecciano fortemente a dimostrare che tra il politico e la persona non dovrebbe esserci differenza, ma al tempo stesso che sensibilità e coscienza non posso combattere contro l’ottusità dilagante. Semplici ma di effetto i giochi di luce (di Gianluigi Carbonara, come la scena). Anche la scelta musicale (di Vito Quaranta) contribuisce, insieme a tutto il resto, a fare di questo spettacolo un vero e proprio gioiellino da vedere.