I bagni d’Abano
12 Luglio 2012
Promosso dalla Provincia di Padova, Assessorato alle attività produttive e all’identità veneta, come operazione di “marketing territoriale”, I Bagni d’Abano si è dimostrata un’operazione vincente visto il coinvolgimento delle varie Associazioni di categoria e la partecipazione massiccia di pubblico. In effetti lo spettacolo è anche un grande avvenimento culturale: I Bagni d’Abano di Carlo Goldoni sono un dramma giocoso con musica (Goldoni oltre che essere un grande commediografo è stato anche un famoso librettista, noto in tutta Europa) che è stato rappresentato per la prima volta nel teatro nuovo di San Samuele per il Carnevale del 1753 e che non è stato mai rifatto in tempi moderni. La vicenda di questa piacevole “opera buffa” si svolge all’interno di un “vivace” stabilimento termale di Abano. Nel Settecento le Terme di Abano, oltre ad essere luoghi di cure e di benessere, dovevano essere luoghi di intrighi amorosi. A turbare gli idilli d’amore dei bagnanti il Goldoni immagina che un forestiero, monsieur la Flour, scopra per caso un libro meraviglioso del filosofo Pietro d’Abano, processato, com’è noto, quale eretico e mago; e che, ammaestrato da quello, si diverta a creare buffissimi incanti. In grazia di queste magie la fedele Violante sembra tradire il suo Riccardo che si dispera, e tutti gli altri personaggi impazziscono con odi e amori improvvisi e con varie trasformazioni. A rinforzare il riso comico, quasi ve ne fosse bisogno, l’autore aggiunge agli altri personaggi l’ipocondriaco Luciano, il quale discende goffamente dall’ Malato Immaginario di Molière, sebbene conservi un debole per le belle ragazze e finisca per sposare la furba Rosina, innamorata dei suoi denari. Il libretto di Goldoni viene recitato ( o, meglio, “giocato”) con grande abilità da otto allievi attori dell’Accademia di Teatro in Lingua Veneta con la regia di Giuseppe Emiliani.