Fantasie del corpo al Castello del Catajo

6 Luglio 2012 By

Facendo riferimento alla serata di giovedì 5 luglio si è parlato di conquista: nell’ambito della rassegna ‘Reterme’ organizzata grazie alla collaborazione dei comuni di Abano, Montegrotto e Battaglia Terme si è riusciti a portare un progetto di danza innovativo all’interno di una cornice fiabesca: il Castello del Catajo. La coreografa Elena Borgatti nella sua introduzione al Concerto in sol di Ravel parla di contenuti onirici e invita il pubblico a lasciarsi travolgere dalla potenza di questa musica rarefatta che può sembrare semplice, ma è incredibilmente complessa, proprio come un sogno. Che bisogno c’era di divagare con la mente quando la sala in cui lo spettacolo si svolgeva, aveva questa forza immaginativa data dai suggestivi colori degli affreschi alle pareti? Il Castello del Catajo da sempre è oggetto di curiosità e magnetica attrazione per i cittadini che quotidianamente percorrono strada Battaglia per andare verso Padova o che da Padova vanno verso Rovigo: imponente si staglia sullo sfondo verde dei Colli Euganei, una bellezza austera che si scioglie una volta dentro dotandosi di piccole romanticherie, il giardino con le ninfee, l’enorme terrazzo al chiaro di luna, i gradini appena appena ripidi. L’impressione era quella di un posto diroccato, ma tutto era predisposto ad accogliere gli stupefatti spettatori, l’evento stesso in programma aveva una chiara matrice di raffinatezza ed eleganza. La danza è espressione del corpo, le bravissime ballerine della compagnia The Simple Company hanno attratto per un’ora e mezza l’attenzione dei presenti: Elena Borgatti interviene a spiegare i movimenti che hanno fatto capo a questa riscoperta della musica di Rachmaninov: quando si scopre che il ’tema misterioso’ è quello di Paganini finalmente la Rapsodia assume un senso, un valore aggiunto. Sara Bertazzo, Laura Di Cesare, Michela Schiavon e Giulia Simontacchi hanno saputo cogliere con grande maestria queste variazioni in un balletto che aveva l’Arte dalla sua parte. A seguire la musica di Ravel, ancora eleganza: un vestito rosa che pareva fatto per stimolare ogni sorta di delicatezza possibile, sono sicura che la dolcezza del sogno pervada ancora adesso gli spettatori che questa mattina si saranno sicuramente svegliati con il sorriso sulle labbra. Per finire un’incursione in una dimensione più corale, gli artisti del famoso ristorante parigino, il Boeuf sur le Toit, si provocano e si rispondono: il valore estetico dell’esperienza artistica penetra la vita di tutti i giorni. Può sembrare surreale che sulla scena fossero presenti le atmosfere di inizio 900 ma così era, le quattro ballerine strette in vestiti sgargianti, hanno animato la serata con una vitalità estrema tra elementi di jazz, music hall e di ritmi sudamericani. Siamo passati in un’ora e mezza dall’ultimo concerto romantico alla reverie nel sogno, per concludere nella Belle Epoque con Darius Milhaud: la compagnia di danza contemporanea The Simple Company si distingue per questa sua commistione di diversi generi artistici, dove originalità e ironia fanno da padrone. La coreografia di Elena Borgatti ha saputo valorizzare il suono con il gesto con grande maestria e i riconoscimenti anche all’estero non mancano. Vi invito caldamente ad andare al Castello del Catajo, il prossimo appuntamento sarà venerdì 13 luglio: suoneranno un programma di tutto rispetto i solisti dell’Orchestra delle Venezie. Per chi vuole vivere esperienze uniche.