A tempo indeterminato

9 Novembre 2012 By

“Il lavoro dovrebbe essere un mezzo per vivere, non per sopravvivere. E nemmeno un fine dove morire.” Quando scrisse questa frase nel '700 il filosofo ed economista scozzese Adam Smith non aveva fatto i conti con una realtà che, almeno in Italia, nella maggior parte dei casi asserisce il contrario. Operai sui tetti delle fabbriche. Ecco da dove parte il soggetto di questa commedia nera all’italiana, una scena che, fino a poco tempo fa, entrava spesso nelle nostre case quando si accendeva la tv. Ma se la massa smuove le coscienze verso il problema sociale, cosa possono fare due persone soltanto? Ecco i nostri eroi proletari, due operai che nel cuore della crisi lavorativa, decidono di unirsi alle grandi proteste per i diritti. Ma in due su di un tetto è difficile far sentire la propria voce, anche quando il sentimento è comune. Il viaggio inizia alla scoperta dei due personaggi, dei loro paradossi comici, della loro definizione della parola “lavoro” e porta con se più domande che risposte. Tra citazioni e spunti di cronaca e letteratura tra immagini surreali e flashback, la commedia è ambientata nei tempi bui della società, senza per questo voler giungere a capo di un teatro sociale o di denuncia, anzi dissacrando e analizzando più l'aspetto umano che sociale. E chissà se nell'intreccio comico il pubblico trovi anche spunto per una più attenta riflessione?