Ad Alberto Sanavia il premio Stracca per il volley

17 Luglio 2013 By Redazione

A Bologna è stato consegnato il “Premio Stracca” istituito dalla Lega Pallavolo e dedicato al giornalista del Corriere della Sera Roberto Stracca (scomparso nel 2010 a soli 40 anni), che premia il miglior addetto stampa.  Il premio è ed è stato assegnato, per la prima volta per la stagione sportiva 2012/13 appena conclusa, sulla base dei voti raccolti dai giornalisti nazionali che si occupano abitualmente di pallavolo.

La vincitrice del premio per la serie A1 è stata Giusy Bertolotto di Cuneo mentre per la serie A2 è andato al responsabile dell’area comunicazione della Pallavolo Padova, Alberto Sanavia.
Nato il 2 luglio 1982 a Dolo (VE) e giornalista pubblicista dal 2003, per molti anni è stato collaboratore sportivo del nostro quotidiano  www.padovando.com nonchè collaboratore di cronaca per il quotidiano La Nuova di Venezia e Mestre.
Te lo aspettavi questo premio?
«Sono rimasto molto sorpreso del riconoscimento. Ricevere un premio che porta il nome di un grande giornalista come Roberto Stracca mi rende orgoglioso, anche perché è la prima edizione in cui vengono premiati gli addetti stampa di serie A2 oltre a quelli di A1».
In sette stagioni hai avuto modo di conoscere molte persone e molte squadre, sia in serie A1 che in serie A2. 
«E’ il motivo per cui voglio condividere questo premio con la mia famiglia e la mia ragazza Maria Elena che da anni sopportano le mie assenze per le domeniche trascorse al palasport, con la Società Tonazzo Padova e con tutti gli addetti stampa di ieri e di oggi con cui ho condiviso grandi momenti di sport e di amicizia».
Al ritiro del premio hai fatto però una dedica particolare.
«Sì, ho voluto dedicare questo premio a due persone che oggi non ci sono più e che per la prima volta voglio ringraziare pubblicamente. Sono persone che vengono dal mondo del calcio, perché i miei primi passi giornalistici cominciarono in questo ambito. Il primo è Giacomo Bulgarelli, grandissimo calciatore e bravissimo commentatore sportivo. Il secondo è invece Gildo Fattori, storico addetto stampa del Calcio Padova e voce ufficiale delle cronache biancoscudate per molti anni. Ho avuto la fortuna di conoscere entrambi da giovanissimo e sono stati loro ad insegnarmi che nel lavoro bisogna sempre dare il massimo della propria competenza e della propria passione senza prendersi mai troppo sul serio».
Quali caratteristiche deve avere un buon addetto stampa?
«Deve capire che il lavoro che si svolge è sempre un lavoro di equipe. Deve essere curioso, deve amare scrivere e soprattutto deve capire che l’addetto stampa è al servizio degli organi di informazione e di tutti coloro che lavorano per raggiungere insieme un obiettivo. Il lato umano poi è importante, in qualunque lavoro. Troppo spesso i valori e i rapporti tra persone sono messi in secondo piano e questo è un errore madornale».