Nabucco

Nabucco


Nel giugno del 1840 Giuseppe Verdi è un uomo distrutto: il destino gli ha portato via, nell’arco di tre anni,...


Nel giugno del 1840 Giuseppe Verdi è un uomo distrutto: il destino gli ha portato via, nell’arco di tre anni, i piccoli Virginia Maria e Icilio, entrambi di pochi mesi, e infine la loro madre, Margherita. L’impresario Bartolomeo Merelli tentò di non fargli abbandonare la lirica e gli consegnò personalmente il Nabucco, un libretto di soggetto biblico scritto da Temistocle Solera che narra le vicende degli ebrei durante la cattività sotto il regno di Nabuccodonosor. Verdi lo accantonò, concentrato solo sul suo dolore, finché una sera – mentre il compositore lo spostava – il libretto cadde in terra aprendosi sulle pagine del “Va, pensiero”. Verdi rimase tanto profondamente scosso dal testo che non riuscì a prendere sonno: finì col musicare quella notte il celebre coro e poi tutto il libretto. Il 9 marzo 1842, il Nabucco andò in scena al Teatro alla Scala e il successo fu definitivo, trionfale. Sessantaquattro repliche solo nel suo primo anno di esecuzione, il “Va, pensiero”, che diviene l’inno doloroso e fiero di un popolo, quello italiano, oppresso dagli austriaci, e una soprano a interpretare Abigaille, Giuseppina Strepponi, che nel 1859 divienne la sua seconda moglie dopo una chiacchieratissima convivenza.


Regia: Daniele Abbado Cast: Daniele Abbado, Leo Nucci, Aleksandr Antonenko e Liudmyla Monastyrska



118 q 0,436 sec