My name is Ernest

My name is Ernest


Lo scrittore Ernest Hemingway ha trascorso momenti significativi della sua vita in Italia


Lo scrittore Ernest Hemingway ha trascorso momenti significativi della sua vita in Italia, nel corso della prima guerra mondiale, come volontario della Croce Rossa, e nel secondo dopoguerra, in un periodo di vacanza, in cui fece diventare celebri località come Cortina, Caorle e posti come l’Harry’s Bar e il Gritti, raccontando gli amori legati a quei periodi, Agnes Von Kurowsky e Adriana Ivancich.
Il racconto di quei ritagli italiani vive in My name is Ernest, film di Emilio Briguglio, prodotto da Venice Film Production in collaborazione con Running Tv International, che il 7 febbraio per la prima volta viene proiettato in sala, al Teatro La Fenice di Venezia (Sale Apollinee).
L’opera ricostruisce i due macro-periodi in cui il romanziere americano ha conosciuto l’Italia, in particolare il Veneto, mettendo in evidenza come la sua passione per la nostra terra lo abbia toccato e poi ispirato nella realizzazione di alcuni dei suoi capolavori, Addio alle armi e Al di là del fiume tra gli alberi. A immagini provenienti da archivi originali dell’epoca si uniscono ricostruzioni di set cinematografici; le riprese sono state effettuate nell’autunno del 2012 fra Torre di Mosto, i Colli del Montello, Chioggia, Abano Terme, Fossalta di Piave, Verona, Padova, Cortina, Caorle, Schio.

Regia: Emilio Briguglio
Cast: Stefano Scandaletti, Alessandro Bressanello, Diego Pagotto, Giorgio Careccia, Maximiliano Hernando Bruno. Eleonora Bolla






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