Il vero radicchio variegato di Castelfranco? A Po di Tramontana!
20 Settembre 2000Che sia in insalata, ai ferri, alla parmigiana, al sugo o nel risotto è proprio il caso di dirlo: è più che mai tempo di radicchio. Difficile scegliere tra le molteplici varietà di questa cicoria, che si presta a insaporire molti piatti autunnali. Se decidere qual è il più buono è veramente arduo, non è sbagliato affermare che uno tra i più belli è quello di Castelfranco: giallo, con striature rossastre, si apre come una rosa subito dopo il raccolto e regala un tocco di gusto e colore alle nostre insalate. Molteplici sono le varietà di questa cicoria che si possono trovare sul mercato, ma qual è il vero radicchio di Castelfranco? Da una recente analisi del seme emerge che il mancato coordinamento delle aziende produttrici di questo ortaggio ha portato ad una graduale perdita delle sue peculiari caratteristiche morfologiche e organolettiche tipiche. Per salvaguardare la qualità del Radicchio di Castelfranco, Veneto Agricoltura, in collaborazione con il Consorzio di tutela del Radicchio e l’Università di Padova, nell’ambito dell’Azione Comunitaria “Recupero del germoplasma del radicchio variegato di Castelfranco per la produzione di seme da destinare ad aree vocate“, si è posta l’obiettivo di recuperare le selezioni locali rispondenti all’ideotipo di riferimento, e quindi assoggettarlo a tecniche di selezione molto rigorose per ottenere seme altamente caratterizzato. Il progetto, partito tre anni fa, è consistito nella raccolta di piante che più si avvicinavano alla descrizione tipica di radicchio di Castelfranco da zone IGP. Dai semi sono stati eliminati i caratteri secondari fino ad ottenere l’ “ideotipo”, che è stato quindi “collaudato” mediante un reimpianto nelle stesse aree di raccolta. Con questo progetto, realizzato presso il Centro Sperimentale Ortofloricolo di “Po di Tramontana“, sede di Veneto Agricoltura che svolge attività di promozione di innovazioni nei settori orticolo e floricolo, si è prodotto un significativo quantitativo di seme, che è disponibile per i produttori e per le aziende delle aree vocate.
Roberta Polese