Recensioni libri

 

Remi Gallard. Controcorrente
remigall
Camilla Bottin
Ibiskos Editrice Risolo, collana Creativity, 2012, 174 pp., brossura. Prezzo: 13 euro.


Remi Gallard, una storia che si svolge su tre livelli: in alto, tra i cirri-pavimento, cirri-taxi, cirri soffici da cui si precipita nel vuoto per caduta o risucchiati da vortici, in basso, in scantinati, nel sottosuolo, dentro ad un tombino-teatro, oppure in mezzo, all’aperto, nella dimensione normale che pure tale non è mai. Personaggi strampalati la interpretano, stimolando la fantasia inseriti come sono in un contesto surreale. Talvolta affollano le pagine, poi sembrano sparire, chissà in quale delle tre dimensioni . Apparentemente la storia sembra solo divertire, ma in realtà dipinge la patologia delle persone nella loro quotidianità. Piena di stranezze, sempre in bilico tra lo sfuggente e l’esilarante si sviluppa in capitoli, tutti da scoprire e da godere. Ciascuno di essi offre al lettore contenuti bizzarri, ma sempre piacevoli, con continue ed improbabili evoluzioni della storia. Leggendo ci si ritrova dentro alla vita ma raccontata come un romanzo, metafora del mondo, con tutte le sue diversità. La vicenda si sviluppa in flussi di narrazione resi agili dall’uso di una scrittura leggera ed ironica, dal ricorso ad una lingua che riporta insieme parlate giovanili e allusioni colte e anche grazie ad uno stile molteplice, polifonico, come la vita stessa. La chiave prevalente è quella della leggerezza, ma non mancano rapidità e molteplicità, qualità intrinseche alla letteratura stessa. C’è un’immagine- copertina che balza subito agli occhi e accompagna il lettore lungo tutta la storia: la protagonista vestita solo di un boa rosso e di una sottoveste nera che scorazza su e giù aggrappata al suo cavallo dal pelo folto e nero, amazzone improbabile di una vicenda-vita. Perciò non mancano amicizie e rivalità, odi e amori, sogni e disillusioni, sacro e profano, triste e comico, e tutto questo in nome dell’Arte. Sì, perché è a causa Sua, della sua Libertà, che tutti si battono e alla fine si dividono in buoni e cattivi. Grandi interrogativi fluttuano all’interno della storia, a volta taciuti, a volte detti: cos’è l’Arte? Può essere di tutti? Popolare? Oppure solo pochi ne devono avere il monopolio? La Cultura non approvata dal Governo deve sparire? E gli artisti? Che ne dite…sono mangiapane a ufo? Una razza parassita da debellare? Le due fazioni si scontrano in campo aperto ed il lettore si ritrova ora in scene apocalittiche, ora crede di essere finito in piena Rivoluzione francese o ai piedi della croce. Mentre assiste allo scontro si chiede da che parte stare…dubita incerto e così si sente finalmente sollevato quando a decidere la sorte tra buoni e cattivi sarà un reality show. A colpi di sondaggio lo scontro si porta in parità…più uno!!! Nel finale Remi Gallard corona il suo sogno d’amore ed il lettore, per la verità un po’ stordito, si rilassa contento di aver parteggiato per la fazione giusta…forse!

Camilla Bottin


Fuori programma
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Katia Amadio
Teomedia
Ebook
4,99 euro


Un romanzo che si fa ingresso verso nuove prospettive, fra provocazioni e nuovi stimoli, ricordando che il nostro io esiste davvero quando siamo chi vogliamo essere, dove il passato non è più un modo per dire chi siamo, ma un trampolino per diventare

Una giovane scrittrice, Katia, in gita in montagna per fuggire dal quotidiano e da un matrimonio ormai finito, s’imbatte in una pergamena misteriosa che va inaspettatamente aprendo una dimensione parallela: è quella dei personaggi dei suoi romanzi che, “in cerca dell’autore” chiedono udienza, dotati di vita autonoma, per ottenere un loro completamento. Accompagnata poi da uno dei suoi personaggi avrà modo di combattere con tutto quello che è stata e poteva essere, fra sogni e paure, in un viaggio che da fantastico si fa sempre più reale, scoprendo quello che ciascuno di noi spesso trascura: ciò che davvero ci rappresenta e che siamo. Katia Amadio, attraverso un’abile capacità narrativa, riesce a tenere sempre alta l’attenzione nel lettore, senza mai far cadere la lettura in noia, anzi spronandolo a ricercare una fine. Un finale che sempre esiste, qualunque esso sia, perché in fondo, come dice Pirandello “…una realtà non ci fu data e non c’è, ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere.”

Katia Amadio nasce a Padova nel 1974. Scrittrice dal 1987, laureata in lettere nel 1999, compone diversi romanzi e alcune sceneggiature per il cinema che riscuotono diversi riconoscimenti e premi in concorsi nazionali di narrativa già dal 1993. Realizza e conduce la trasmissione televisiva “Ladridilibri” sull’emittente Telechiara, programma dedicato al mondo della scrittura. Pubblica anche “Specchi riflessi” con la Giraldi editore di Bologna e “I Film di Dario Argento” con la Cinetecnica di Roma. L’ultima pubblicazione è: “La verità è quella che non vuoi vedere”.


Il tempo invecchia in fretta
iltempo
Antonio Tabucchi
Feltrinelli
171 pg.
15 euro


“Il tempo invecchia in fretta”, penultimo libro dello scrittore Antonio Tabucchi, si legge tutto d’un fiato attraverso i nove racconti che lo compongono. Protagonista assoluto è il tempo che emerge dalle vite dei vari personaggi, scorre incessantemente, incalza e, talvolta, “scappa via come aria dal forellino minuscolo di un palloncino”. Un ex agente della Stasi ė il protagonista del capitolo “I morti a tavola”; ha nostalgia dei “vecchi tempi”, quando il muro ancora si ergeva dividendo in due Berlino e la sua vita aveva un senso”: sua moglie Renate non era ancora morta e lui trascorreva le giornate spiando “il testone” Bertold Brecht, famoso drammaturgo della defunta Repubblica Democratica Tedesca. In un altro racconto una donna sulla quarantina, ospitata a Ginevra dai familiari del coniuge, fa propri i ricordi appartenenti a una nonna mai conosciuta e riflette amaramente sul tempo che eclissa e scorre senza tregua, in relazione alla sua condizione esistenziale di madre mancata (“quasi quarant’anni e non ho ancora fatto un figlio”). In “Fra generali”, in mezzo a tante congetture, vi è la certezza che due uomini, ormai agli sgoccioli delle proprie vite, avrebbero potuto esser grandi amici se non avessero dovuto combattere l’uno contro l’altro in schieramenti opposti durante l’invasione russa dell’Ungheria nel 1956. Carinissimo è il racconto “Nuvole”, strutturato sotto forma di dialogo. In un località di villeggiatura in Croazia Isabèl, una ragazzina affetta da “crisi dell’età evolutiva”, fa la conoscenza di un militare italiano in pensione. Trovatisi entrambi nella stessa spiaggia da una settimana, la bambina è incuriosita da quell’uomo che trascorre le sue giornate sotto l’ombrellone senza mai fare il bagno né prendere il sole. Una mattina decide così di andare a parlargli e scopre che è un reduce di guerra: durante una “missione bellica di pace” in Kosovo aveva subito le radiazioni dell’uranio impoverito e ora, al mare, trascorre il suo tempo aspettandone le conseguenze. Nel frattempo si dedica alla nefelomanzia (l’arte di predire il futuro attraverso l’osservazione della forma delle nuvole) servendosi delle interpretazioni di Strabone, geografo greco. Grazie all’aiuto dell’ex combattente Isabèl impara a osservare le nuvole e a leggere in esse il futuro dei conflitti maggiori, quelli bellici, ma anche minori, familiari, come quello dei suoi genitori che si sono separati a causa di “dissensi esistenziali”. Le storie che ci regala Tabucchi si presentano con un linguaggio che talvolta si avvale di passaggi in altre lingue (francese in primis, ma anche spagnolo, tedesco ed inglese), come nel capitolo “I morti a tavola” che si apre con la poesia francese di Louis Aragon. Attraverso uno stile scorrevole e referenziale, Tabucchi vuole far rivivere al lettore il tempo della Grande Storia del XX secolo: la guerra fredda fa da sfondo a vari racconti del libro, la storia drammatica dei regimi totalitari che opprimono tutte le libertà si intuisce invece nei capitoli “Festival” e “Bucarest non è cambiata per niente”. In quest’ultimo un padre anziano in procinto di morte, racconta amaramente al proprio figlio ormai adulto, che ha avuto la fortuna di nascere e vivere in un paese democratico, di Ceauşescu, e con un pizzico di sottile ironia lo considera un “grande condottiero del popolo rumeno”. In un altro racconto (“I morti a tavola”) si scopre la Stasi, i servizi segreti ai tempi del muro di Berlino, mentre in “Fra generali” fa da sfondo l’invasione dell’Ungheria da parte dell’Armata Rossa nel 1956. Sono storie, per concludere, che appartengono al tempo reale, fotografie della nostra epoca in cui tutto sembra futile e il tempo sembra scorrere in fretta, perché “la vita è una cosa sfasata, è tutto fuori orario”.


Solo un film
solo un film copertinalibro
Giovanni Levis
Edizioni DigitaLevis Production
Pagine: 88
Prezzo di copertina: 15 Euro


La lucida follia di un protagonista che insegue un sogno sin da bambino

In questo libro il protagonista è Guglielmo Bonetti, libero professionista nel settore video con un sogno che gli deriva dalla adolescenza: realizzare un lungometraggio. Questo ambizioso progetto diventa una sorta di ossessione. Guglielmo vive con un solo obiettivo: realizzare il suo film. Flashback della sua vita passata lo mostrano appassionato di video sin dalla più tenera età: la prima telecamera, i cortometraggi con gli amici, spensierati racconti giovanili delle sue vacanze a Cortina d’Ampezzo e, anche durante gli studi di giurisprudenza si affacciava all’orizzonte questo suo sogno dedicato al cinema, che lo ha portato a 24 anni a scontrarsi con una realtà difficile e, per certi versi, angosciante: un vero e proprio tunnel di follia. I suoi sogni, però rimangono intatti e l’incontro con Delfina ricomporrà il puzzle caleidoscopico della sua esistenza e gli darà un nuovo rigore e nuovi valori in cui credere. Guglielmo continua attraverso la sua professione a coltivare i suoi desideri di Regista con le difficoltà di ogni giorno convinto che anche attraverso la scrittura di un Soggetto possa prendere forma la Sua realtà cinematografica.

Giovanni Levis Laureato in Giurisprudenza, giornalista titolare della DigitaLevis Production,si occupa di pubblicità e produzione programmi televisivi. Ha prodotto e condotto lo speciale TV ”Un Giorno da Leoni” dalla Mostra del Cinema di Venezia dal 1998 e il programma ”AtuttaFiera” dalle Fiere italiane dal 2000 . Ha partecipato come inviato speciale al Festival di San Remo oltre a diverse manifestazioni artistiche e culturali.


La luce e il sale
Mara Marcantoni
Sovera Edizioni
pagg. 64
7.50 euro


Raccolta di poesie

La luce e il sale esprime proprio nel titolo la sintesi estrema generata dalla mente dell’autrice, fervida indagatrice, in perfetta simbiosi con il cuore, generoso, attento e fedele ascoltatore. La luce è il punto focale, la manifestazione più eclatante, l’espressione più evidente di ciò che attira e guida Mara Marcantoni, che, stregata dal suo fascino, ne indaga la fonte e il suo impemetrabile mistero. C’è però in questa ricerca un’autentica umiltà e la semplicità è, ancora, nell’immagine simbolica della luce e del sale, minerale prezioso, fonte di vita e ricchezza fin dall’antichità, elemento salvifico, puro, antidoto contro la corruzione e la morte. La silloge poetica di Mara Marcantoni diviene così un canto, un inno alla vita che è essa stessa luce e la luce è vita. La ricerca continua compiuta dall’autrice, profonda conoscitrice dei Testi Sacri, dell’Antico come del Nuovo Testamento, dei libri come delle lettere degli Apostoli, dona carattere mistico ai versi che sembrano però nascere soprattutto da un’illuminazione interiore della poetessa, credente ma anche assetata di conoscenza escatolgica. ‘La luce e il sale’ è un atto di fede, umile e discreto, sussurrato dal respiro della poesia e, insieme, il tentativo di dar voce e volto al mistero che in quanto tale non potrà rimanere che un riflesso, inafferrabile della sua bellezza. La luce è l’Amore, la Verità, il dono supremo, il respiro salvifico dell’anima. (Luca Carbonara)


La memoria dell’acqua
messina
Antonio Messina
Il Foglio Letterario
pagg. 150
12 euro


La ricerca dell’armonia e dell’amore, inteso nella sua accezione più vasta, è il filo conduttore di questo libro di Antonio Messina che si compone di tre racconti lunghi e di sei esili di pagine, ma densi di contenuti. Il primo, che dà il titolo alla raccolta, è sicuramente il più riuscito, sia come struttura-architettura sapientemente costruita che per la ricercatezza del linguaggio. Un racconto dove Estasio, l’io-narrante, cerca disperatamente l’armonia e la trova in Thana. Nel secondo racconto “La piuma degli angeli” troviamo Amir che si innamora di Erula, la danzatrice del sacro fuoco e nel terzo “Polvere nel vento” troviamo altri due personaggi, Isipo e Foglia di luna. Diversi altri personaggi popolano i racconti come il monaco Ezachiel, guida spirituale o il medico Otis, tanto per citarne due. Fra i racconti flash, come li definisce Elisabetta Blasi nell’introduzione al volume, segnaliamo ai lettori “Desiderio d’amore” dove lo scrittore tratteggia egregiamente la figura di Fabula, donna “con occhi che brillavano, incastonati come perle in quel viso ovale ombrato di sabbia e di schiuma…le labbra quasi come petali svelavano il mento delicato “. Recensire i racconti sarebbe fare un dispetto ai lettori. Quello che a noi interessa è mettere in evidenza che Messina si rifugia nel genere fantasy non per evadere dalla realtà quotidiana, ma per meglio tratteggiarla. Realtà per lo scrittore non positiva e, infatti nel libro sono presenti personaggi negativi che vivono ai confini della galassia ed altri che vengono contrapposti ai personaggi principali dei racconti, per il quale l’autore nutre rispetto ed ammirazione, forse alter ego dello stesso Messina. Viaggiatori instancabili alla ricerca di un senso da dare alla propria esistenza, personaggi che criticano un mondo basato sulla razionalità ed auspicano l’esaltazione del sogno, uomini in crisi con se stessi in un mondo dominato da una estrema razionalità che non lascia spazio all’armonia e all’amore. Persone in perenne pericolo che solo le donne riescono ad aiutare, a salvare da un triste mondo privo di fantasia “mentre è con la fantasia che si costruiscono i sogni”. (Giuseppe Petralia)


Il Saltuzza di Andrea Calmo
a cura di Luca D’Onghia
Esedra editrice
pp. 302
28 euro


Luca D’Onghia, perfezionando in Discipline filologiche e linguistiche presso la Scuola Normale Superiore di Pisa

Il Saltuzza, pubblicato a Venezia nel 1551, segna un punto di svolta nell’itinerario teatrale di Andrea Calmo (1510-1571). Assai diverso per dimensioni, struttura e mezzi espressivi dalle commedie che lo hanno preceduto (Spagnolas, Rodiana, Travaglia), il testo documenta l’interesse calmiano per la commedia regolare impostasi a Venezia a partire dagli anni Quaranta. I complicati intrecci e l’intenso plurilinguismo che avevano caratterizzato le commedie precedenti cedono il passo a uno svolgimento agile e calibrato, nel quale i consueti temi novellistici dell’amore e del travestimento si accompagnano a una tastiera espressiva limitata all’alternanza di toscano e dialetti (bergamasco, pavano e veneziano). In questa edizione il testo critico del Saltuzza, corredato da un’ampia annotazione esegetica, è accompagnato da un’introduzione, una nota al testo e una serie di appunti linguistici dedicati alle varietà dialettali impiegate nella commedia.


Biodifferenze
biodifferenze
a cura di Guido Turus e Andrea Altobrando
Esedra Editrice
Pgg. 285
27 euro


Una raccolta di contributi scientifici e filosofici che ruotano attorno all’essere vivente

Molti i contributi presenti in questo testo dal formato quadrato e arricchito da foto bellissime, distribuiti tra vari argomenti quali l’evoluzione della cellula e la biodiversità, lo sviluppo sostenibile e i diritti umani, la sfida dello sviluppo, le riflessioni economiche sulla biodiversità e via dicendo. Scrivono tra gli altri i loro pensieri non solo filosofici ma anche scientifici Pietro Omodeo, Paolo Maria Biasol, Giangiorgio Pasqualotto, Enzo Tiezzi e Nadia Marchettini, Vandana Shiva, Giuseppe Politi. L’assunto fondamentale da cui parte l’analisi del termine Biodifferenze in tutti i suoi aspetti è che la vita sussiste come assimilazione di differenza. E questo concetto si esprime sia in termini biologici che sociali, culturali, economici e sociologici. Alla base di questa considerazione sta il fatto che ogni organismo, anche il più primordiale, o ogni ente, struttura, associazione, assimila ed elabora tutto ciò che è ‘esterno’ e ‘diverso’. In questa funzione qualsiasi organismo può essere definito ‘vivente’. Da questa norma generale ne consegue inevitabilmente che per vivere è necessario avere una differenza da assimilare. E’ altresì fondamentale che questa ‘differenza’ non debba esaurirsi, per cui il ‘diverso’ non deve mai essere eliminato. In questo moto perpetuo di diversità e assimilazione si costituisce costantemente un nuovo mondo ovvero ‘ogni azione vivente crea uno scarto, una differenza di mondo, un suo nuovo assetto’. Ciò spiega il titolo del libro: le bio-differenze sono la condizione della vita, sono la vita stessa. Gli autori dei vari contributi, partendo dai concetti finora espressi, hanno sondato le ‘diversità’ nel campo delle energie rinnovabili, dello sfruttamento della natura e quidi dell’uomo, del consumo, dell’ecologia, fino ad arrivare a valutare le conseguenze di questo in ambito sociologico e i cambiamenti prodotti nella politica..

S.M.


Patagonia controvento
patagonia
Max Mauro
Ediciclo editore
311 pagg.
15,00 euro


In bicicletta da Santiago del Cile fino alla Terra del Fuoco

Giornalista che si occupa principalmente d’immigrazione, Max Mauro ha definito il suo ‘Patagonia Controvento’ quasi un libro di auto-analisi. Nato in Svizzera, e vissuto poi in Friuli, ha deciso tre anni fa di prendersi un momento per stare da solo e scavare dentro di se, di mettersi alla prova nell’intraprendere un viaggio con un mezzo che fa vedere il mondo da un?altra prospettiva ed in modo meno frettoloso: la bicicletta. Un percorso di 1800 km, in un mese e mezzo, con partenza da Santiago del Cile e arrivo in Patagonia. Senza alcuna esperienza di viaggi estremi, se non brevi vacanze in bicicletta, in Austria ed in Svizzera, Max Mauro è partito in dicembre, andando incontro all’estate australe, con la mountain bike che usa abitualmente in città senza una preparazione atletica particolare. ‘Col senno di poi’ – ha precisato – ‘avrei investito di più sull’attrezzatura e sull’abbigliamento. Alcuni amici mi hanno detto che potevo cercare qualche sponsor, ma io volevo partire assolutamente libero, senza avere nessun tipo di vincolo?.’ Il viaggio, concepito in solitario, ha dato alla fine largo spazio agli incontri con le persone del luogo, allo scambio d’esperienze ed ai racconti, alternati a momenti molto intimi, in cui l’autore ha potuto affrontare le sue paure e, soprattutto, se stesso.

Annalisa Martinelli


L’amante proibita
amanteproibita
Massimiliano Palmese
Newton & Compton 2006
153 pgg.
7.90 euro


Dopo aver pubblicato raccolte di poesie ed essersi dedicato al Teatro, Massimiliano Palmese esordisce con il suo primo romanzo

Un viaggio, la bellezza aspra e abbacinante delle coste greche, e un’isola meravigliosa, Serifos, che costituisce un segreto troppo crudele per essere svelato, troppo antico per restare nascosto, ancora, dopo tanti anni. L’amore di Carlo è violento come un’ossessione, invasivo come una malattia, crudele come una menomazione, capace di cancellare ogni immagine, ogni desiderio, di fermare la vita al ricordo di un abbandono, di un’intollerabile assenza, di una colpa troppo grande per essere espiata. Sarà a Serifos che cercherà di nuovo Senia. Immerso nel fascino amaro della lingua e del carattere dei greci, mentre Paula, donna bellissima che sembra sua madre ma che sua madre non è, prosciuga il fondo dell’ultimo bicchiere di Whiskey, e un’americana racconta di un figlio con due padri, lì, nel mezzo di questa storia dura come uno schiaffo, Carlo scoprirà finalmente la verità di questo amore.

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