Vola più in alto – Diego Pelizza
28 Aprile 2016Inserito in una realtà familiare media moderna, lo studente appena diciannovenne vive una situazione intima molto instabile a causa della presenza del fratello Edo che è affetto da autismo. La giovane età piena di incertezze, come spesso accade, è affiancata da ricorrenti domande, da un clima familiare che rimane sempre teso e fatica a trovare la distensione che regalerebbe una vita fortunata e agiata. Le difficoltà sono sempre presenti, infatti, proprio per le particolarità di questa patologia, i soggetti che ne sono affetti difficilmente interagiscono con i propri cari e nei casi più difficili rendono la convivenza assai complicata. Le stesse difficoltà si alternano e convivono con i sensi di colpa: i genitori che non possono avere la piena serenità per il figlio che si trova in un istituto forse non pienamente idoneo durante la settimana, il ritorno nel week-end dove si vorrebbe fare di tutto per dedicarsi a Edo recuperando i momenti che non ci sono stati durante la settimana ma non sempre si riesce. E poi il figlio maggiore: il bisogno di comprensione e di affetto anche per un ragazzo maturo non può mancare e in una famiglia così provata, le attenzioni e le energie rivolte al figlio più bisognoso e più piccolo rendono difficile l’appagamento affettivo che per forza di cose è maggiormente riservato ad Edo. Ma questo forse è provvidenziale per Davide che già a diciannove anni possiede una maturità e una sensibilità che è molto al di sopra della media. Infatti durante le feste e i ritrovi con i coetanei non si gode i momenti che si succedono e a volte, notando le frivolezze e gli eccessi fine a se stessi della gioventù moderna, si apparta mosso inconsciamente da una forza irresistibile che lo salva dalla povera realtà di chi vive troppo agiato. Ci si chiede e ci si risponde allo stesso tempo sul come la sofferenza spesso sia il mezzo per maturare e sensibilizzarsi prima della piena maturità dell’individuo. Davide ha bisogno di essere capito e di capire. Ha bisogno di risposte, è umile e vede nel contatto umano la salvezza dalle sue pacate disperazioni interiori. Provvidenziale è la comparsa di una intelligente ragazza che dopo pochi giorni dal loro incontro, in un particolare momento di coraggio da parte di Davide, dove si lascia andare sulla dichiarazione di avere un fratello autistico, gli porge la sua mano dove Davide, con il semplice contatto umano può appoggiare e condividere le sue sofferenze. Noi della scuola media Tito Livio di Bresseo abbiamo avuto modo di incontrare l’autore, un ragazzo che solo qualche anno fa frequentava la nostra scuola e che adesso a soli 19 anni, come il protagonista del romanzo, ha già al suo attivo la pubblicazione di un libro che fa riflettere a fondo e dove alcuni ragazzi hanno visto rispecchiare nel contenuto anche la loro esperienza. E a loro è dedicato il libro come viene riportato espressamente nel frontespizio.
Francesco Veronese