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Villanova di Camposanpiero


L'edificio - costruito nel cinquecento per funzionare come casa da stazio della famiglia Badoer - deve quasi integralmente il suo attuale aspetto alle modifiche apportate nel corso del Settecento.


VILLA RUZZINI (Municipio)

villaruzziniVia Caltana, 156
Tel.049.9222111
note visita
Visitabile negli orari di apertura degli uffici comunali

L’edificio – costruito nel cinquecento per funzionare come casa da stazio della famiglia Badoer – deve quasi integralmente il suo attuale aspetto alle modifiche apportate nel corso del Settecento. L’aggiunta di due ali laterali e l’inserimento di un pronao tetrastilo con colonne di ordine ionico sormontate da architrave e timpano sul fronte sud, conferiscono al manufatto – che ha pianta rettangolare e tetto a capanna – l’aspetto tipico della villa veneta.
Sul fronte strada, all’altezza del piano nobile, un portale archivoltato aperto su un terrazzo balaustrato funge da asse di simmetria per le aperture minori che riprendono nel ritmo la forometria del fronte sud.
Le pareti del salone centrale al primo piano sono affrescate con un ciclo pittorico, di autore ignoto del XVII secolo, raffigurante episodi di battaglie della Serenissima e scene cittadine da colllegarsi alla storia gentilizia dei Ruzzini. Lo studioso Ferruccio Sabbion ipotizza che l’autore degli affreschi sia Antonio Vassilacchi detto l’Aliense e che gli affreschi illustrino un fatto risalente al 1350 con protagonista il capitano di mare Marco Ruzzini, ritenuto dal governo veneziano l’unico responsabile del saccheggio ad opera del genovese Filippo Doria della città di Chalkìs. A distanza di circa tre secoli, la famiglia Ruzzini volle con questo ciclo di affreschi ricordare e riabilitare la memoria del loro antenato.

 

PIEVE DI VILLANOVA OLTRE IL BRENTA

pieveI primi centri religiosi fondati nelle campagne furono le “pievi”, centri di culto, verso le quali confluivano i pochi abitanti delle aree circostanti. Ma, oltre alla vita religiosa, qui convergeva anche quella sociale ed economica, perché nel luogo si potevano intrecciare rapporti con la gente e, spesso, si organizzava il mercato. Una di queste Pievi era sorta anche a Villa Nova, dedicata a S. Prosdocimo, il primo vescovo di Padova, con l’indicazione oltre Brenta, fiume che rappresentava il limite meridionale del graticolato romano.
La sua origine è, dunque, antica. Da alcuni studiosi la pieve di Villanova oltre Brenta è considerata addirittura di origine prelongobarda, anche se i documenti la citano più tardi: i Longobardi calarono attraverso il Friuli nel 568 e nel 602 incendiarono e devastarono Padova. Il primo cenno alla pieve di Villanova oltre Brenta (toponimo antico del nostro paese) risale a un documento del 1085, in cui si cita il monastero benedettino dei santi Eufemia e Pietro detto di Villanova. Si ricorda la chiesa, dedicata a San Prosdocimo, in un documento del 1232, in cui si parla di una questione sorta tra Iacopo di sant’Andrea (lo scialacquatore dell’Inferno dantesco) e la famiglia dei Camposampiero per la vendita di un feudo di Villanova. Di questa antica pieve resta solo il ricordo nella vecchia parrocchiale di Villanova.
La posizione della chiesa a tre navate con la facciata rivolta a ovest e il campanile di fronte, oltre alla sua base quadrata, fa supporre che fosse una delle torri di un castello medievale, preesistente nella zona. Numerose le aggiunte: in passato la chiesa era sicuramente più stretta, come evidenzia la differenza di colore di alcuni mattoni, e mattoni romani, grossi e interni, sono chiaramente identificabili nelle pareti della chiesa; il rosone centrale presente nella parte alta della facciata si crede che fosse situato originariamente più in basso e fosse probabilmente a mezzaluna. All’interno si ricordano una tela di Maria Vergine con San Prosdocimo e un antico fonte battesimale. Dalla vecchia parrocchiale sono stati trasferiti nella nuova chiesa, dedicata a S. Prosdocimo e costruita nel 1956, i suoi altari in marmo e tre opere d’arte, tra le quale ricordiamo per il valore una tavola eseguita nel 1508 da Andrea Previtali che raffigura “La Madonna col Bambino in trono tra i Ss Prosdocimo, Girolamo, Giorgio e un altro Santo”. Si conservano anche alcuni dipinti seicenteschi che rappresentano “S. Sebastiano tra i Ss. Prosdocimo e Rocco” e “La Deposizione di Gesù dalla Croce”.

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