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Vescovana


La villa fu eretta nella prima metà del ‘500 su committenza del Cardinale Francesco Pisani, patrizio veneziano, Vescovo di Padova, quale sede amministrativa delle proprietà fondiarie acquisite dalla famiglia nel 1478 nella Bassa Padovana.


VILLA PISANI

Via Roma, 19
Tel. 0425.920016-0425.450811
e-mail: info@villapisani.com
info@villapisani.it
Web: www.villapisani.it
note visita: biglietti euro 5,30, 4 ridotto
visite guidate solo su prenotazione (minimo 15 pp)
orario invernale festivo/feriale:lun-ven 9-12, 14-17 oppure su prenotazione
orario estivo festivo/feriale:lun-ven 9-12, 14-17 oppure su prenotazione

La villa fu eretta nella prima metà del ‘500 su committenza del Cardinale Francesco Pisani, patrizio veneziano, Vescovo di Padova, quale sede amministrativa delle proprietà fondiarie acquisite dalla famiglia nel 1478 nella Bassa Padovana.
In seguito allo spostamento degli interessi economico-finanziari della famiglia in terraferma, il nobile patrizio veneziano commissionò ad Andrea Palladio e ai maggiori architetti e pittori del tempo la costruzione e la decorazione di numerose ville e palazzi nella zona.
Note architettoniche: La Villa di Vescovana, sorta sui resti dell’antica torre medievale, manifesta nell’imponenza e nella bellezza della facciata e degli interni, il potere, il prestigio e la ricchezza della famiglia. In coerenza con l’orientamento del governo veneto, i Pisani avviarono una vasta opera di bonifica e di riorganizzazione di questo territorio d’acqua, soggetto alle piene rovinose dell’Adige e del Gorzone.
La portata di tale intervento è documentata dalla grandissima carta (copia del 1663 di un originale del 1558) del Retratto (bonifica) del Gorzone, conservata nel Museo Etnografico di Stanghella, su cui è leggibile un edificio di grandi dimensioni con la didascalia “la corte lera del reverendissimo Cardinal Pisani” che comprende la mappa della Villa.
Si presenta con un corpo centrale allungato dalle barchesse porticate, dalla colombara e dalla scuderia.
L’insigne committente la volle grande e splendidamente affrescata, nella tradizione dei Pisani, cultori di arte e bellezza. Nella facciata nord una bassa gradinata fiancheggiata da statue conduce all’interno, mentre la facciata sud ha subito un’importante modificazione nell’800. Il grande scalone retto da colonne a balaustra è stato eliminato nel corso della ristrutturazione del giardino, per fare posto ad un ampio terrazzo belvedere del piano nobile, voluto per ammirare dall’alto il giardino, così come desiderava l’autrice, Evelina Van Millingen Pisani, che l’aveva disegnato con questo intento.
Una splendida pergola di vite ombreggia l’assolata facciata, delimita lo spazio antistante la villa e conduce al giardino separato dalle antiche balaustre.
Note artistiche: All’interno della villa il salone centrale cruciforme è stato restaurato nel 1800 e si presenta luminoso, arricchito di marmorini di diverse tonalità, in armonia con il pavimento veneziano rosato e il solaio di travi decorate.
Ai lati si dipartono i saloni laterali, recentemente restaurati, affrescati dai più noti pittori dell’epoca, come G.B. Zelotti (1526 – 1578), Dario Varotari (1539 – 1596) e il fiammingo Ludovico Toeput detto il Pozzoserrato (1550 – 1603), P. Veronese (1528 – 1588).
Il giardino: Solo nel 1852, quando Evelina Van Millingen giunge a Vescovana, inizia la trasformazione del giardino. Nel 1852 Evelina sposò Almorò III Pisani, ultimo discendente dei Pisani di Santo Stefano e divise la sua vita tra Villa Pisani di Vescovana, dove risiedeva normalmente, e Palazzo Barbaro a Venezia, dove abitava il primo piano.
È lei a risollevare lo stato di abbandono e a creare l’aura di aristocratica informalità della “Fattoria del Doge”, dando inizio alla costruzione del giardino.
Quel terreno diventa, a poco a poco, una creazione unica di gusto inglese, un nuovo mondo di verde e di colori intorno alle mura.
Da buona inglese amante della campagna, Evelina trasformò questa distesa piatta ed assolata in uno splendido giardino. Moderna ed abile imprenditrice si dedicò a risollevare le sorti della proprietà, unica fonte di ricchezza rimasta alla famiglia dopo il clamoroso dissesto avvenuto tra la fine del 1700 e l’inizio del 1800 e che aveva portato alla vendita dell’imponente Villa di Strà. Impegnata personalmente nella conduzione della campagna, si dedicò al miglioramento delle condizioni di vita dei contadini, dimostrando fermezza, rigore e umanità d’avanguardia.
E’ un grande giardino formale, concepito per essere guardato dall’alto, con un impianto geometrico a ventaglio delle aiuole in bosso con bulbose e fiori arricchito da uno splendido arredo scultoreo costituito da una fontana neorinascimentale, da balaustre, obelischi, erme ed esotici pavoni, statue e putti firmati da Valentino Panciera detto Besarel (1829-1902).
La presenza di statue, vasi e fontane si deve chiaramente all’influsso del “giardino all’italiana”.
Al termine del parterre che prospetta la residenza, un’alta siepe di tassi topiati in forma di solidi divide “l’immediate garden” dalla prateria e dal parco. Questo è percorso da un viale perimetrale con diramazioni lungo le quali si incontrano in successione: la ghiacciaia naturale, una fontana dedicata alla Symonds, il giardino roccioso (la Mockery), le false rovine (“Tempio di Baal e mura di Gerico”), la Cappella di famiglia, importante ed unico esempio di neogotico elisabettiano realizzata nel 1860 dallo scultore Antonio Gradenigo (scultore per Jappelli nel Caffè Pedrocchi a Padova) su progetto di Pietro Selvatico Estense, il Teatro dell’800 e il tempietto dedicato a Sant’Antonio.
Ma il capolavoro di questo splendido progetto è la grande quantità e varietà di piante secolari e monumentali, anche non autoctone, le cui dimensioni e chiome fanno di ciascuno un esemplare, unico oltre che storico.
E’ un percorso affascinante, in cui ciascuna pianta dispensa le emozioni più intense: superbe e generose sovrane, esse riconducono al mistero della natura che immobile e viva governa sopra ogni inquietudine e infondono quiete nel gioco di ombre e luci, oscurità e bagliori.

Servizi:
Al centro del Comune di Vescovana, e tuttavia immersa in un’atmosfera silenziosa, aristocratica e affascinante, Villa Pisani è aperta all’ospitalità nella formula del BED&BREAKFAST e all’organizzazione di ogni tipo di evento.
I vasti saloni affrescati, il teatro e le barchesse sono la sede ideale per convegni, meeting, convention, mostre, feste, sfilate, location per films, spot pubblicitari, servizi fotografici, corsi culturali. Il giardino e la pergola, sapientemente illuminati, consentono lo svolgimento di splendidi ricevimenti di nozze e feste, immersi in un anfiteatro di piante e fiori.
Tra alberi e prati un’ampia piscina offre il piacere di trascorrere il tempo libero, nuotando e prendendo il sole in un silenzioso e appartato ambiente naturale.

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