Montagnana


Se il secolo XIV fu caratterizzato dalla costruzione delle mura, opera degli ambiziosi signori padovani Da Carrara, il secolo successivo vide il lavoro pacifico di tutta la comunità di Montagnana.


DUOMO

duomoMont

Orari: 8 – 14, 15 – 20 tutti gg
Info patronato

0429.81464, 0429.804291

Se il secolo XIV fu caratterizzato dalla costruzione delle mura, opera degli ambiziosi signori padovani Da Carrara, il secolo successivo vide il lavoro pacifico di tutta la comunità di Montagnana, unita nella costruzione del suo edificio cittadino: il Duomo. Naturalmente, anche prima esisteva una chiesa, citata da un documento del X secolo, ma ora Montagnana era cresciuta e la cittadinanza voleva fare qualcosa che restasse nella storia. Il Duomo non rappresenta quindi soltanto il luogo del culto, ma anche il cuore spirituale di Montagnana e il sacrario della storia e delle glorie cittadine. L’edificio è intitolato a S. Maria Assunta, dal 1426 patrona di Montagnana, che si festeggia il 15 agosto.
La costruzione del Duomo ebbe inizio nel 1431, mentre era ancora in voga il gotico veneto e fu completata soltanto nel 1502, in un periodo dominato ormai dal gusto rinascimentale. duomoZoomQuesto fatto aiuta a spiegare la rilevante differenza di stile fra la struttura esterna e gli interni dell’edificio. Sul primo architetto non sappiamo molto, anche se è stato fatto il nome di Cristoforo da Bolzano. Ancora nel 1489 il Vescovo di Padova, Barozzi, lamentava il fatto che il lavoro fosse lungi dall’essere terminato. Fu per suo interessamento che Lorenzo da Bologna, architetto di notevole valore e ormai pienamente inserito nello spirito del Rinascimento, ideò lo straordinario volto di copertura che risolse delicatissimi problemi statici della chiesa, armonizzando gli elementi gotici con quelli rinascimentali.
Il portale d’ingresso,in pietra d’Istria, è attribuito al Sansovino. All’interno sono custodite opere di grande valore, tra cui alcuni affreschi del Giorgine, una pala del Veronese raffigurante la trasfigurazione di Cristo e l’altare maggiore del Sansovino.

FONTE: tratto da:

“Da Padova a Montagnana,itinerari carraresi”.


CHIESA DI SANT’ANTONIO

chiesaSanAntonioMontÈ la più antica chiesa di Montagnana, della cui esistenza si tramandano notizie almeno dal dodicesimo secolo. Eretta in un romanico povero ma dignitoso è possibile notare, a questo proposito, il rosone, le lunette dei portali e le lesene. La chiesa apparteneva ad un antico convento, retto dai cosiddetti frati del Tau, dal tipo di croce che portavano sull’abito, o Antoniti, in quanto seguaci dell’antico eremita egiziano, dediti alla cura dei pellegrini e dei malati, soprattutto degli affetti dal “fuoco di Sant’Antonio” e dei lebbrosi che avevano contratto la malattia nei loro pellegrinaggi in Oriente. Pare che fosse usato il grasso di maiale per lenire i dolori dei malati sofferenti e a questo proposito si noti la curiosa cimasa al di sopra della piccola abside della cappella laterale a forma di ghianda.
Negli anditi della chiesa di Sant’Antonio si celano i misteri della presenza dell’ordine templare (di cui si conservano le banderuole segnavento e l’acquasantiera a guisa di elmo rovesciato con le croci dell’ordine), che avrebbero qui infuso la sua arte nel posizionamento dell’edificio: alla nona ora del 17 gennaio, festa del dedicatario della costruzione, un raggio di luce attraversa il rosone e si proietta sull’altare maggiore.

Fonte: Borghi e Castelli: tra Padova e Verona. Itinerario attraverso la storia.

CHIESA DI SAN FRANCESCO

chiesasfrancescoOrari: 8 – 12, 15 – 18.30
Info patronato 0429.81464, 0429.804291

Le vicende della chiesa di San Francesco non sono del tutto chiare: in particolare, non si riesce ad accordare la data di costruzione attestata dalla concessione papale ai frati minori (1350) con il carattere romanico di alcuni elementi della chiesa. L’osservazione evidenzia come in origine doveva essere di dimensioni più ridotte, in lunghezza e in altezza, ma nei secoli successivi venne ampliata in direzione delle mura e fu elevato il soffitto. Dopo il restauro, avvenuto nel corso del 1960, furono accolte nell’attiguo antico monastero le Suore Clarisse e venne istituita nella chiesa l’adorazione perpetua. Per questo motivo si prega di mantenere il massimo silenzio durante le visite.

IL PALAZZO DEL COMUNE O SAMMICHELI (Municipio)

Non visitabile

La paternità sammicheliana di questo edificio è discussa e certamente la parte superiore, nella sua forma attuale è databile dopo il 1593, anno in cui dovette essere ricostruita a seguito di un furioso incendio che la distrusse; pare comunque indubbia l’influenza della scuola del grande maestro veronese, benché non manchino nell’architettura di quello che ormai viene chiamato “Palazzo Sammicheli”, influenze e suggestioni di altri grandi del ‘500 veneto. Per una datazione incerta c’è invece una data certa, quella di inizio della costruzione avvenuta intorno al 1537 e 1538. La sala consigliare è l’ambiente più bello e ampio dell’edificio e nel 1605 un famoso intagliatore, Marcantonio Vanin, fu incaricato di decorarne i soffitti. Il punto di osservazione migliore del Palazzo si trova nella parte posteriore, dove la massa dell’edificio risalta in tutta la sua imponenza, grazie anche al leggero dislivello delle strade secondarie rispetto alla via Carrarese.

ANTICO OSPEDALE DELLA NATIVITÀ (sede istituto di Credito)

Non visitabile

L’antico Ospedale cittadino della Natività in via Dei Montagnana, che a prima vista può sembrare una chiesa convento, offriva in realtà assistenza medica ai poveri e ospitalità alle persone abbandonate. Nonostante una parte degli affreschi sia stata strappata e portata alle Gallerie dell’Accademia a Venezia, rimangono interessanti tracce di opere del Buonconsiglio. L’edificio è oggi sede di un istituto di credito.

EX CHIESA E CONVENTO DI SAN BENEDETTO

Aperto solo in occasione di eventi

sanBenedettoZoom Nel 1502 vennero accolte a Montagnana le suore benedettine, che si assunsero il compito di educare le giovani. La tradizione proseguì fino al 1807, quando il governo napoleonico soppresse il convento per sostituirlo dal 1811 con un Collegio Femminile di Stato che sussiste ancora (Educandato Statale S. Benedetto). La chiesa fu costruita nel 1771, al posto della precedente che risaliva al ‘500, in un elegante tardo barocco. L’edificio, non più adibito al culto, è attualmente destinato ad uso di interesse pubblico. L’interno spazioso e luminoso mostra una galleria che corre attorno all’abside, il coro con gli stalli lignei e la scala d’onore.

VILLA PISANI PLACCO

villaPisaniIndirizzo
Strada Statale, 190
Montagnana, Borgo San Zeno
Tel. 0429.981320
note visita: visita solo esterna

Alla metà del secolo XVI, Francesco Pisani, nobile veneto di finissimo gusto e di notevoli possibilità finanziarie, decise di costruirsi una dimora che fosse il centro propulsore delle sue attività; per questo assunse il maggior architetto del suo tempo e uno dei massimi della storia, il Palladio, il quale gli eresse la bella villa che sorge accanto al Castello di San Zeno. L’edificio assomiglia più ad un palazzo che non ad una villa vera e propria: il cubo dell’edificio, che rappresenta una delle prime applicazioni di questo modello, è scompartito da colonne doriche e ioniche, secondo un canone tipicamente rinascimentale e a metà altezza è contornato da una elegante decorazione a bucrani. La villa, osservata dalla strada, rischia di non dire molto; un po’ meglio la parte posteriore che si apre con un portico sormontato da una loggia. L’interno del palazzo, di proprietà privata, ospita quattro statue rappresentanti le Stagioni, opera dello scultore trentino Alessandro Vittoria.
Testi tratti da “Montagnana Itinerario turistico”, di A. Costantini, edizione 2002, Ass.ne Pro Loco Montagnana.

PALAZZO UBERTI (sede Crediveneto)

Venne eretto verso la metà del 500 da Giovanni Antonio de Uberti, della nobile famiglia di Farinata e dello scrittore Fazio degli Uberti. Costruito su cinque archi di portico, presenta un portale con stemma, poggioli di pietra e una iscrizione latina nella cornice. È uno splendido esempio di riutilizzazione razionale ed insieme rispettosa, di un vecchio palazzo signorile.
Testi tratti da “Montagnana Itinerario turistico”, di A. Costantini, edizione 2002, Ass.ne Pro Loco Montagnana.

PALAZZO MAGNAVIN FORATTI privato

palazzoMagnavinUn indiscutibile pezzo di Venezia trasportato in terraferma è il Palazzo Magnavin – Foratti, esempio di grazia e gentilezza dell’architettura gotica veneziana del XV secolo. Notevole il portale di pietra tenera e l’ampio portico a tre arcate diviso da colonne sormontate da capitelli con volte a vela, che si richiamano ai motivi dei fondaci veneziani.
Coevo e di un certo interesse il dipinto raffigurante la Madonna col Bambino, purtroppo molto rovinato. Al primo piano è possibile ammirare il motivo tipicamente veneziano della splendida pentafora centrale, abbellita da due poggioli di pietra, traforati a nido di rondine e da quattro alte finestre ai lati

CASTEL SAN ZENO

Tel. 0429 81320
note visita: Ingresso €1
Orario invernale festivo/feriale
Martedì 15-18, Mercoledì, giovedì, venerdì, sabato 9.30-12.30/15-18, Domenica e festivi 10-13/15-18
Orario estivo festivo/feriale
Martedì 16-19, Mercoledì,giovedì,venerdì,sabato 9.30-12.30/16-19, Domenica e festivi 10-13/16-19
Periodo di chiusura
Lunedì, Martedì 25.12, 01.01

castelSanZenoZoomLa prima struttura militare di epoca marchionale, se non addirittura precedente, va ricercata nella zona dell’attuale Castel San Zeno, situata nella parte orientale della città. Un’osservazione approfondita rivela tracce di differenti epoche costruttive: i muri sono di laterizio, ma al suolo notiamo la presenza di mattoni alternati a grossi blocchi di pietra trachite dei Colli Euganei. L’edificio ha subito numerosi rimaneggiamenti, alcuni dei quali hanno mascherato l’originaria struttura. Il fossato interno non è più rilevabile, ma esisteva ed era di dimensioni considerevoli; l’ultimo tratto venne colmato soltanto agli inizi del ‘900. Il fossato era scavalcato da ponti le cui arcate esistono ancora sotto il piano stradale; all’inizio del XVIII secolo i ponti levatoi in legno furono tolti e sostituiti con ponti in cotto, però è ancora possibile vedere il foro per la carrucola della catena che abbassava la passerella pedonale.
Il castello vero e proprio è costituito da quattro ambienti attorno ad un cortile interno con due torri minori piantate di sghembo. I muri sono piuttosto spessi (125 cm) la merlatura manca o è stata rifatta ma si ritiene in modo abbastanza fedele ed anche alcune porte e finestre non corrispondono più a quelle originali. La torre è l’edificio militare più antico della città, che domina dall’alto dei suoi 38 metri e rappresenta una delle caratteristiche salienti della cinta fortificata.
L’interno dell’antico castello, dove è possibile osservare il ballatoio ligneo coperto, recentemente restaurato, è stato adattato ad uso pubblico: l’ala veneziana comprende due grandi sale per conferenze e mostre; gli ambienti del Castello vero e proprio ospitano il Centro Studi sui Castelli che opera dal 1954 e raccoglie una cospicua documentazione sui castelli di tutta Europa, il Museo Civico, la Biblioteca Comunale, l’Archivio Storico municipale e il gruppo “Prototeatro”.

CINTA MURARIA

muraMontFra le città murate del Veneto, Montagnana è quella che meglio ha saputo conservare la sua cinta medievale: le manomissioni sono infatti poche e poco evidenti, al punto da poter affermare che attualmente l’ammiriamo più o meno come la si vedeva nel XIV secolo.
I tratti di mura a nord e sud della città si caratterizzano per la presenza delle torri. Colpisce in primo luogo una certa diversità nella colorazione, spiegabile però con l’uso del materiale composito al posto del semplice laterizio dei tratti ovest ed est. Si tratta di strati di trachite provenienti dai Colli Euganei usata in blocchi grezzi alternati al mattone a scaglie di pietra calcarea. Il mattone è impiegato più largamente, fino a prevalere negli spigoli delle torri, nei pilastri, nei merli. All’esterno, nella parete sud, si conserva traccia dell’originale intonaco scomparso invece nel tratto esposto a tramontana.
Lo spessore del muro varia a seconda dei punti, ma in media è di poco inferiore al metro. L’altezza delle mura varia dai 6,30 metri agli 8, cui va aggiunto però 1,20 di parapetto e 1,80 di merlatura. Le fondamenta si spingono sotto il suolo per un paio di metri.
I merli, spessi 42 cm, larghi 130 – 140 cm e alti 180 cm, sono di tipo guelfo, vale a dire che il bordo superiore non presenta il caratteristico incavo a “coda di rondine” dei merli ghibellini: d’altra parte sia i Marchesi d’Este, sia il Comune di Padova avevano sempre ostentato il loro appassionato guelfismo. Osservando attentamente ai lati di molti merli, si possono ancora notare piccoli fori quadrangolari, nei quali andavano infilati i travicelli di sostegno delle ventole girevoli che nascondevano i difensori, oltre che proteggerli dal tiro dei nemici. Facili da aprire e richiudere rapidamente se necessario, ad esempio per lasciar cadere pietre o liquidi bollenti sugli assalitori, una volta abbassate rimanevano accostate al lembo esterno del davanzale. Le feritoie sono poste ad altezza diversa, per avere agio di usare l’arco e la balestra, colpendo obiettivi lontani o immediatamente sotto gli spalti.
Attorno alle mura corre un ampio fossato. L’acqua era derivata dal fiume Frassine, che scorre a un paio di chilometri dalla città, tramite il Fiumicello, un antico canale fortificato medievale. La roggia perimetrale esterna doveva esistere anche anticamente ed aveva lo scopo di convogliare i rifiuti prodotti dalla città e scaricati dal sistema fognario.
mura2Mont Quando furono costruite le mura meridionali e settentrionali, il cammino di ronda fu ricavato facendolo sostenere da archivolti poggianti su pilastri. Veniva così bandito quasi totalmente il legno usato in precedenza e facile da bruciare, soprattutto da quando era stato introdotto negli assedi l’uso dei proiettili incendiari.
La caratteristica più notevole delle mura carraresi è rappresentata dalle 24 torri. Se nei secoli precedenti ci si era limitati a costruire innalzamenti della cortina integrati da elementi di legno (le bertesche) in pieno ‘300 non si può prescindere dall’uso di robuste torri che consentono migliore osservazione e tiro oltre che la possibilità di prendere il nemico di infilata mentre cerca di scalare la cinta.
Le torri dunque hanno alla base una fondazione piramidale che in alcuni casi può essere agevolmente rilevata dall’esterno. Benché presentino sei lati, nella parte anteriore sono costruite secondo la geometria dell’ottagono, unendo in questo modo all’indubbia efficacia difensiva anche un eccellente effetto estetico. Le torri, un po’ più spesse del muro di cinta, sporgono per più di tre metri dalla linea del muro. La loro altezza supera i 17 metri fino ad arrivare, nelle torri angolari, ai 19.
L’antica Torre del Borgo è il vertice del pentagono costituito dalla cinta muraria; torre quasi angolare ma solo un po’ più estesa delle torri normali. In questo punto nel 1504 venne aperta una breccia per facilitare le comunicazioni con il convento degli Zoccolanti e con il porticciolo fluviale sul Fiumicello – Frassine. Chiusa per il sopraggiungere degli eventi bellici legati alla Guerra di Cambrai, venne poi riaperta e sappiamo che nel 1595 veniva restaurato il corrispondente ponte, che divenne di mattoni nel 1700. Quanto al campanile, si tratta di una torre dalla forma e dimensioni consuete, frutto di un innalzamento di una torre preesistente avvenuto fra il 1602 e il 1603. La loggia ha verso l’interno una bella bifora con una balaustra in pietra. Le finestre riproducono i sottostanti parapetti della merlatura, incorporata dal muro del campanile. Sopra il tetto, otto cuspidi ornate di sfera e croce.

Testo tratto da Montagnana Itinerario turistico, di A. Costantini, edizione 2002, Ass.ne Pro Loco Montagnana.

ROCCA DEGLI ALBERI

0429.81076
orario d’apertura (01.04 – 15.10): 15.30 – 19.30
ingresso: 1,00 euro

Monumento simbolo di Montagnana, incastonato nella cortina muraria verso occidente, è il castello di Porta Legnago. Analogamente al Castello di San Zeno, a levante, la Rocca degli Alberi era attorniata in origine da un fossato sia all’interno che all’esterno delle mura e quindi collegata con ponti levatoi. Fu realizzata tra il 1360 e il 1362 su progetto di Franceschino De’ Schici, commissionato dal signore di Padova Francesco Da Carrara il Vecchio, i cui stemmi familiari (scalpellati dai veneziani successivamente alla sottomissione alla Serenissima nel 1405) compaiono accanto a quello del Comune di Padova. Il complesso è adibito dal 1963 a Ostello della Gioventù. La Rocca è visitabile, a pagamento, nel periodo di apertura dell’Ostello della Gioventù; nella stagione invernale, occorre invece richiedere una guida all’Ufficio Turistico.


MUSEO CIVICO “ANTONIO GIACOMELLI”

Info: Museo Civico “Antonio Giacomelli”
Castel San Zeno – Montagnana (PD)
Telefono e fax 0429 804128
Telefono biglietteria e Ufficio Turistico 0429 81320
Orari d’apertura:
mercoledì, giovedì e venerdì turno unico di visita alle ore 11.00
sabato, domenica e festivi turni di visita ore 11.00 – 16.00 – 17.00 – 18.00
Chiuso il lunedì, martedì, Natale e Capodanno
Ingresso € 2,10, € 1,60 (ridotti)

Il Museo Civico di Montagnana trova sede nel Castello di San Zeno, il nucleo più antico delle fortificazioni della città, completamente restaurato nel 1996. Da quella data il Castello ospita le più importanti istituzioni culturali della città: il Museo Civico, il Centro Congressi e Mostre, la Biblioteca, l’Archivio Storico Comunale e il Centro Studi sui Castelli. Adiacente alla torre Ezzelina è stata inoltre ripristinata la moderna Arena “Martinelli-Pertile” destinata ad ospitare, nei mesi estivi, spettacoli ed eventi.
Il Museo Civico di Montagnana è stato istituito nel 1980, in seguito alla straordinaria scoperta della necropoli romana della gens Vassidia del 1974. Esso accoglie materiali archeologici e oggetti d’arte del demanio statale e di proprietà civica. L’istituzione è dedicata alla memoria del montagnanese Antonio Giacomelli, ispettore onorario della Soprintendenza Archeologica, promotore della fondazione del Museo. Il museo si divide in tre sezioni: la sezione archeologica, quella medievale e moderna e quella musicale.
Particolare attenzione merita, per la sua originalità, la sezione musicale che comprende i materiali donati al Comune di Montagnana dagli eredi dei tenori Giovanni Martinelli (1885-1969) ed Aureliano Pertile (1885-1952), celebri protagonisti del teatro d’opera della prima metà del Novecento.
I documenti conservati nel Museo Civico consistono in fotografie originali, locandine ed altre testimonianze dell’attività dei due grandi cantanti. Di particolare interesse una raccolta di costumi di scena indossati da Martinelli in opere rappresentate al Metropolitan di New – York tra il 1914 e il 1925.

PALAZZO DEL MONTE DI PIETA’ (sede Istituto di Credito)

Uno fra i più bei palazzi del settecento è quello dell’antico Monte di Pietà, la prima banca nella storia di Montagnana. L’istituto venne fondato nel 1497 per impulso dei Frati Osservanti, al fine di offrire a chi aveva pressante necessità di un prestito, un’alternativa ai banchi ebraici che fiorirono in Montagnana sin dal tardo XIV secolo


LOGGETTA DEL VENEZIANO privato

Particolarmente degna di nota per l’agilità e la delicatezza delle forme, palazzina di caccia prima dei Pesaro, poi dei Pisani, costruita tra il 1524 ed il 1530 e per la quale si è fatto il nome di un altro grande architetto del ‘500 veneto, il Falconetto.

PALAZZO GIUSTI SAMMARTINI privato

grande palazzo anticamente appartenuto ad un ramo distinto dei Pisani. Edificato nel 1756, dava accesso alla Corte dei Pisani. Nella cappella tra le due grandi ville, riposarono per oltre un secolo le ceneri dell’ammiraglio veneziano del XIV secolo Vettor Pisani.


ALTRO
PALAZZO VALERI privato
PALAZZO DELLA LOGGIA privato
CHIESA DELLA MADONNA DI FUORI visitabile solo esterno

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