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Massanzago


L'attuale Villa Baglioni di Massanzago fu fatta costruire verso la fine del XVII secolo dall'aristocratico veneziano Alvise Lombardo.


VILLA BAGLIONI (municipio)


Via Roma, 59
Tel.049 5797001
note visita
Visita gruppi su prenotazione
(rif.:Dott. Luca Barban).
Biglietto: € 1,00
Orario lun-sab 9-13; lun,gio e sab 15-18
Accesso disabili:No

L’attuale Villa Baglioni di Massanzago fu fatta costruire verso la fine del XVII secolo dall’aristocratico veneziano Alvise Lombardo. Il palazzo di Massanzago rimase inalterato nelle mani delle figlie di Alvise Lombardo, Lucietta e Lucrezia, che ne godettero comunemente fino al 1718. Fu in quell’anno, infatti, che Giovanni Battista Baglioni (1659-1724), erede della ricca famiglia di librai e stampatori di origine bergamasca trasferitasi a Venezia, entrò in possesso della residenza dominicale dalle sorelle Lombardo.
L’impegno che i Baglioni dedicarono a dare alla loro dimora di campagna l’immagine di una lussuosa villa nobiliare continuò per diversi anni per opera soprattutto di Giovanni Battista Baglioni, che tra il 1718 e il 1720 fece innalzare la villa e affrescarne il salone nobile al primo piano dal più promettente fra i giovani artisti del tempo, Giambattista Tiepolo, e del figlio Giovanni Antonio Baglioni (1705-1754), che portò al massimo splendore il giardino della villa e abbellì il pianterreno del corpo centrale del palazzo con gli stucchi di gusto rococò e gli affreschi eseguiti verso la metà del Settecento da Antonio Zucchi. Intorno alla prima metà dell’Ottocento, però, una forte crisi nel settore dell’editoria portò lentamente i patrizi Baglioni incontro al declino, unitamente al prestigio e alla ricchezza del casato nobiliare. La difficile situazione economica e gli ingenti debiti in cui i conti si trovarono a versare agli inizi del nuovo secolo li costrinse infatti ad alienare dapprima gli appezzamenti terrieri, per poi intaccare le stesse proprietà immobiliari.

A partire dal 1919 Cecilia Baglioni, erede del padre Giovanni Antonio, cominciò a vendere gradualmente la villa di Massanzago a Pietro Malvestio, che pochi anni più tardi decise di vendere il corpo centrale, l’ala a oriente e parte del parco della villa, già ridotto nelle sue dimensioni e nel suo originario sfarzo settecentesco, al Comune di Massanzago. Fu l’inizio di un graduale declino della villa, che si trovò a fungere da abitazione privata, scuola locale e ospedale militare durante i conflitti bellici della Seconda Guerra Mondiale, con conseguente smembramento dei saloni interni in funzione delle nuove esigenze e alterazione delle originali decorazioni a stucco e ad affresco.
Il recupero degli interni, finalizzato al restauro e alla salvaguardia degli ambienti monumentali e delle opere artistiche conservatevi, iniziò con gli anni ‘70 dello scorso secolo, e ha portato a un sensibile miglioramento della qualità visiva e cromatica dell’impianto decorativo e pittorico della villa, in vista di un ripristino anche dell’originario parco a meridione dell’edificio.

CHIESA DI SANT’ALESSANDRO

In un documento del 1085 è citata anche la chiesa di Sant’Alessandro, vecchia parrocchiale di Massanzago, soggetta alla Diocesi di Treviso. La fondazione del sacro edificio è fatta risalire al IV-V secolo, con dedicazione al soldato romano Alessandro martirizzato in quel periodo; più volte ampliata, venne riedificata nel 1620 e arricchita nei secoli successivi; la pala dedicata al patrono è attribuita a Palma il Giovane, mentre altri la dicono opera di Gerolamo da Bassano. Forse perché staccata dall’abitato, la chiesa ha conservato, attorno alle sue mura, il piccolo cimitero.

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