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Este


Ospitato presso Palazzo Mocenigo, è il più importante museo dedicato alla civiltà dei Veneti.


MUSEO NAZIONALE ATESTINO

Este , Via Negri, 2
Tel. 0429.2085

ORARI DI VISITA, MATERIALI DIDATTICI E SERVIZI PER IL PUBBLICO
Apertura: tutti i giorni dalle 9 alle 20, domenica compresa
chiuso 25.12, 1.01, 1.05
Ingresso: € 2,00 – € 1,00 (18-25 anni) – gratuito per i cittadini europei al di sotto dei 18 anni e al di sopra dei 65.
Sono organizzabili visite per le scolaresche, previa prenotazione.
Servizi: breve opuscolo gratuito; alcune importanti monografie ; sedici schede in quattro lingue, utilizzabili per facilitare i percorsi di visita, audioguide, dall’estate 2003 è disponibile un CD multimediale “L’età dell’oro”, allestito dal Museo e dal Comune di Este, con il contributo della Regione Veneto.

Web: www.comunedieste.net

museonazatestino
Ospitato presso Palazzo Mocenigo, è il più importante museo dedicato alla civiltà dei Veneti.
Un primo nucleo museale fu istituito a Este già dal 1834, presso l’oratorio di Santa Maria dei Battuti, con i reperti dei locali collezionisti. L’attuale sede fu inaugurata nel 1902, nel cinquecentesco Palazzo Mocenigo, costruito su preesistenti tratti del bastione del castello dei Carraresi (XIV sec). Riaperto al pubblico nel 1984 a seguito di una ristrutturazione, il museo, con le sue 11 sale disposte su due piani, espone attualmente interessanti testimonianze della civiltà dei Veneti, in un arco di tempo comprendente tutto il I millennio a.C.
La prima raccolta di epigrafi, di età romana, fu assemblata dal nobile Giorgio Contarini verso i primi del Seicento; questa prima collezione andò via via arricchendosi di materiali provenienti dai corredi tombali scoperti a Este nella seconda metà del secolo XIX.
Il nucleo dell’attuale Museo Atestino si deve però a Vincenzo Fracanzani, podestà di Este; che nel 1834 decise l’istituzione di una raccolta inizialmente denominata Museo Civico Lapidario, ubicato dapprima presso la chiesa di San Francesco, attigua all’Oratorio di Santa Maria. Questa sistemazione si rivelò inadeguata e lo stato istituì il Museo Nazionale (decreto del 1° aprile 1887) e trasferendo la sua sede a Palazzo Mocenigo.
Il museo, che ha celebrato nel 2002 il suo centenario, è stato ristrutturato agli inizi degli anni ’80 ed è stato riaperto al pubblico nel 1984.
La visita si snoda attraverso undici sale iniziando dal primo piano.
Di seguito saranno brevemente illustrati i percorsi più interessanti sia all’interno della sezione pre-romana (sale I-V), sia all’interno di quella romana (sale VI-X).
Nella prima sala sono raccolti reperti a partire dall’Eneolitico (III millennio a.C.) fino all’età del bronzo ed alla primissima età del ferro (IX secolo a.C.). Notevoli manufatti litici e ceramici e i numerosi vasi d’argilla di forma varia e d’impasto rossastro.
La seconda sala è dedicata agli abitati dell’Età del ferro della città e del suo territorio; raccoglie fibule in bronzo e in ferro semilavorato, strumenti per la tessitura, vasi fittili. Moltissimi in questa sala gli esempi di vasellame da cucina e da tavola.
Nella terza sala, dedicata agli antichi culti funerari, sono raccolti i reperti relativi alle principali necropoli atestine dei secoli IX-III a.C.. Il percorso si snoda attraverso una settantina di corredi tombali. Il manufatto più pregevole qui conservato è la situla bronzea “Benvenuti”, databile al 600 a.C. circa; si tratta di una coppa di bronzo sbalzata e casellata con rappresentazioni zoomorfiche e scene di vita quotidiana.
La IV sala raccoglie gli ex-voto provenienti dai luoghi di culto di Este, il più importante dei quali sorgeva lungo il corso dell’Adige ed era dedicato alla dea Reitia, divinità sanante.
La V sala espone i più recenti rinvenimenti pre-romani nel Veneto.
Nella VI sala, la prima della sezione romana, è documentata la romanizzazione del territorio attraverso la raccolta di documenti archeologici, epigrafici e linguistici. Oltre a questo, bei corredi tombali con eleganti gioielli in argento ed una grande quantità di ceramiche grigie.
Il materiale della sala VII è principalmente composto da iscrizioni pubbliche nominanti le persone che ricoprivano determinate cariche.
La sala VIII è dedicata alle necropoli e i monumenti funerari sono presentati suddivisi per tipo (inumazione o incinerazione) e per forma (ad ara, a edicola, a lastra, a sarcofago, ecc.).
Nelle sale IX e X sono esposti gli oggetti legati alle attività domestiche ed economiche oltre a gioielli e a quanto era in uso per la cura e per l’abbellimento della persona.
La visita al museo si conclude nella sala XII, dove è raccolto materiale databile ad epoche assai più recenti, altomedievale, medievale e rinascimentale, proveniente da edifici demoliti.

VILLA CONTARINI detta “La Vigna Contarena” privata

via Cappuccini, 11
Tel. 0429 2008
Apertura
periodo estivo/invernale:lunedì 9-12


la villa, che confina con le mura del castello di este, e’ una nobile
costruzione del xvii secolo disposta su due piani. sulla facciata principale si trovano due rampe di scale che conducono ad un terazzo da cui si accede al piano nobile. dal parapetto del pianerottolo si innalzano quattro colonne ioniche che sorreggono una balaustra con frontone.
all’interno della villa si trova una grande sala a volte decorata con affreschi di soggetto mitologico.
il complesso architettonico e’ infine racchiuso da un suggestivo parco.

VILLA CONTARINI detta “Del Principe” privata

via Palazzo del Principe, 7
tel. 0429 3635

Edificata attorno alla fine del XVI secolo forse su disegno e progetto dello Scamozzi, sorge su un’altura che sovrasta la città. Nel 1676 Luigi Contarini, che vi risiedeva, venne nominato Doge e da allora la villa venne comunemente detta “del Principe”. Il corpo centrale dell’edificio ha pianta quadrata, con ingresso su ogni lato. All’ interno, le pareti sono decorate con affreschi.

VILLA PESARO (Collegio Manfredini – loc. Torre)

via Manfredini, 13
info 0429.612101
sede del Collegio Manfredini.
In estate si svolgono spettacoli nel parco della villa.

La villa risale al XVII secolo, ma gli interni furono decorati nel Settecento con affreschi e stucchi che si conservano ancora in buono stato.
La distribuzione del complesso architettonico risulta abbastanza irregolare. La parte centrale della villa è leggermente aggettante, con bugnato rustico al piano terra, mentre ai piani superiori si trova un doppio ordine di trifore.

CASTELLO CARRARESE


Orari
estivo tutti gg. 9 – 23
invernale fino alle 17.

Web:  www.comunedieste.net

L’attuale edificio risale agli anni ’40 del XIV secolo e fu edificato sulle rovine della precedente fortificazione, distrutta nel 1238 dalle truppe di Ezzelino da Romano.
Il nucleo più antico, risalente al periodo delle grandi invasioni, è rappresentato da una cerchia di mura con una chiesetta e un grande edificio centrale. La prima struttura fu incorporata a partire dall’XI secolo in una serie di cinte murarie e di fabbricati residenziali fino a quando, intorno alla metà del XIII secolo, il marchese d’Este restaurò il castello in senso difensivo.
La costruzione è a pianta quadrata, circondata da una poderosa muraglia intervallata da dodici torresini. Il mastio è sito sul colle, in posizione di controllo sull’intero abitato; culmina con una torre quadrata e presenta a nord-est un castelletto o Rocca del Soccorso, che originariamente costituiva l’accesso alla fortezza. Lo spazio compreso all’interno della cinta muraria è oggi adibito a giardino pubblico. Il Castello fu utilizzato a fini difensivi fino alla spontanea dedizione della città alla repubblica di Venezia, quando l’intera struttura fu venduta ai Mocenigo: furono questi ultimi a far costruire verso la fine del Cinquecento il Palazzetto, dove attualmente ha sede il Museo Nazionale Atestino.

TORRE CIVICA DI PORTA VECCHIA

info: 0429.600462 – 0429.3635
apertura: dal 4 aprile al 3 ottobre
sab e dom: 10 – 12; 16 – 19.30
visite guidate dal 14 maggio al 30 novembre


La torre è databile alla fine del XVII secolo e sorge sul luogo della precedente porta, andata distrutta. Vi è collocato un orologio, come è attestato dalla distribuzione dei vani all’interno. A otto metri di altezza si trova, infatti, un primo locale contenenti due blocchi di trachite, un tempo usati come contrappesi per l’orologio; a dodici metri è collocato l’antico locale delle aste e dei giunti. Infine, ad un’altezza di venti metri circa, troviamo la cella campanaria, che contiene la struttura di sostegno della campana bronzea fusa nel 1637.

DUOMO DI SANTA TECLA

Visitabile tutti gg. 9 – 12; 16 – 18

Nato sulle rovine di una precedente basilica paleocristiana, il Duomo, ingrandito ed abbellito dagli Estensi, fu ricostruito tra la fine del Seicento ed i primi del Settecento in seguito al terremoto del 1688. Il nuovo tempio,terminato nel 1722, fu consacrato nel 1748 dal Cardinale Rezzonico, in seguito salito al soglio pontificio con il nome di Clemente XIII.
L’interno, di forma ellettica, offre un singolare e suggestivo colpo d’occhio fino al presbiterio.
Sopra il coro dell’abside troviamo una delle maggiori testimonianze artitiche estensi, la tela di Santa Tecla eseguita da Giambattista Tiepolo nel 1759 (S. Tecla libera Este dalla peste). Nella canonica sono visibili alcune tele del pittore estense Antonio Zanchi.

BASILICA DI S. MARIA DELLE GRAZIE

info: 0429.2151
Visitabile tutti gg. 9 – 12, 16 – 18

Il santuario fu edificato per disposizioni testamentarie di Taddeo d’Este che vi fece porre un’icona bizantina del XV secolo considerata miracolosa. Sopra il primo modesto edificio quattrocentesco ne fu costruito un secondo nel 1717. L’interno è a croce latina; tra le opere che vi si conservano spicca la tela del Sant’Antonio da Padova con Bambino ed altri Santi dello Zanchi e la pregevole cornice marmorea dell’icona miracolosa.

CHIOSTRO DI SAN FRANCESCO (EX COLLEGIO VESCOVILE)

Il complesso monumentale di San Francesco fu costruito all’inizio del ‘600dal perito estense Antonio Zucato, inglobando una parte dell’antica cinta muraria; noto come Collegio Vescovile, era in origine il convento dei Padri Francescani.
Il chiostro di gusto palladiano, è costituito da un corpo quadrato dotato di portico nei quattro lati con pilastri ed arcate in mattone a vista alternate all’intonaco, mentre il piano superiore è aperto da finestre coronate da un timpano triangolare alternate a lesene.

CHIESA DI SAN MARTINO

proprietà Parrocchia
Visitabile il fine settimana nel periodo primavera-estate
Info Italia Nostra sezione di Este tel. 0429-4091

Attestata dall’XI secolo, la chiesa di San Martino è la più antica di Este. L’edificio ha una struttura semplice ed elegante, risalente alla ricostruzione trecentesca e alla successiva ristrutturazione seicentesca. L’interno è a pianta basilicale, a tre navate.

CHIESA DELLA BEATA VERGINE DELLA SALUTE
La costruzione della chiesa ebbe inizio nel 1639 e fu ripresa nel 1640, per un crollo sopraggiunto. L’edificio, a pianta ottagonale, presenta una grande ricchezza di decorazioni pittoriche, commissionate a illustri artisti, tra i quali Antonio Zanchi, autore di tre tele di grande spicco: la Presentazione di Maria al tempio, lo Sposalizio della Vergine e l’Annunciazione.

ATTUALMENTE CHIUSA

CHIESA DI SANTA MARIA DELLE CONSOLAZIONI O DEGLI ZOCCOLI

L’edificio cinquecentesco, è a navata unica. All’interno si ammira un pavimento musivo romano riportato nella cappella della Vergine.
La chiesa, terminata nel 1510 ad una sola navata, fu ristrutturata ed ampliata nel 1612, prolungando la cappella sepolcrale dei Pavoni. Quest’ultima, oggi chiamata della Vergine, conserva sopra all’altare, una delle più belle tavole di Cima da Conegliano raffigurante la “Madonna col Bambino”, dipinta nel 1504. Da notare lo splendido pavimento della cappella: si tratta di un mosaico romano del II secolo, scoperto nei pressi della chiesa ed ivi collocato nel 1929.

CHIUSA PER RESTAURO

VILLA ZENOBIO ALBRIZZI privata

La villa risale al XVII secolo; costruita dai Cornaro, fu venduta nel 1666 a Carlo e Bortolomeo Zenobio e rifatta con l’aggiunta di una barchessa per il ricovero delle barche che navigavano nell’attiguo canale Bisatto. Nel 1783, in occasione del matrimonio dell’ultima Zenobio con un Albrizzi, venne costruito il salone, isolato e ricco di stucchi e specchiere. Tra il 1876 ed il 1883 vennero costruite le due ali e venne ampliato il giardino comprendente quello della scomparsa villa Bragadin. Nel suo grande parco (circa 3 ettari, di cui una parte è adibita a brolo) è conservato un padiglione settecentesco disegnato dallo Jappelli, utilizzato per concerti e come sala d’armi.

VILLA BOLDU’ NAZZARI privata

Via Giuseppe Garibaldi, 2

Villa con parco commissionata all’inizio del 1600 da un patrizio veneziano della famiglia Boldu’. presenta due prospetti architettonici simmetrici,di cui uno da sulla via, mentre l’altro e’ rivolto verso il parco. lungo la facciata si trova un cornicione in pietra di nanto, sorretto da mensole. la villa presenta una tipica pianta veneta. dal piano terra si accede, attraverso una scalinata, a quattro stanze con soffitti stuccati.

VILLA CORNARO BENVENUTI
(Pia Casa di Ricovero di Este)

Via Cappuccini

Villa cornaro, realizzata per Alvise cornaro forse dal falconetto nel settecento, nel xviii secolo era proprieta’ dei Farsetti.
L’arco monumentale d’ingresso e’ tutto quello che rimane della costruzione originaria, che oggi appare nel rifacimento settecentesco.
Il giardino fu rifatto nel 1848 dall’arch. Jappelli.
(tratto da “le ville venete”, brunelli, catalogo a cura di giuseppe mazzotti, 1954)

Altre ville private e zone archeologiche:

VILLA CAPELLO ROTA
VILLA CONTARINI DA MULA ALBRIZZI “SERRAGLIO”
VILLA MANIN ZILLO, Via Principe Amedeo
PALAZZO DEL MUNICIPIO
PALAZZO DEGLI SCALIGERI (sede Gabinetto di Lettura)

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