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Cittadella


Edificata agli inizi del XVI secolo sui resti del preesistente castello dei Mejaniga di cui rimane solo la bifora gotica.


VILLA ORTOLANI DETTA “LA COLOMBARA”

Via Colombara, 72
Info: visitabile il martedì (14-18)

attualmente chiusa per restauro

Edificata agli inizi del XVI secolo sui resti del preesistente castello dei Mejaniga di cui rimane solo la bifora gotica.
La villa, di impianto ancora quattrocentesco deve il suo soprannome alla caratteristica torre colombara che si trova all’ingresso. Oltre al palazzo padronale, dove sono visibili resti di affreschi, ed all’abitazione rurale, il complesso comprende anche alcuni locali per la conservazione di prodotti ed attrezzi agricoli.

VILLA NAVE QUERINI DETTA “CÀ NAVE”
(loc. Borgo Padova)

Via Borgo Padova, 174/142
Località
Cittadella, Loc. Borgo Padova

visitabile l’oratorio su prenotazione
info ufficio IAT

La villa risale al XVI secolo e comprende anche un oratorio, all’interno del quale si possono ammirare affreschi e alcune sculture, di cui una è datata 1689.
L’aspetto attuale dell’edificio,con corpo centrale e due ali laterali simmetriche, risale alla fine del Seicento.

TORRE DI MALTA E MUSEO ARCHEOLOGICO

torreOrari:aperto al pubblico nei giorni di sabato e domenica dalle 15 alle 18.
Per visita in altre giornate o per informazioni è attivo il seguente numero telefonico: 340-3450558.

Così si chiama la poderosa costruzione addossata all’interno della Porta Padovana. Fu costruita nel 1251 per ordine di Ezzelino da Romano il quale ne fece orrida prigione per i suoi nemici.
I cronisti del tempo descrissero a tinte fosche i fatti che la resero celebre. Si racconta che i prigionieri venissero inviati al castello con i piedi legati sotto il ventre dei cavalli e, quivi giunti, calati nel sotterraneo della torre e lasciati morire di fame, tra crudeli tormenti. Nel 1256, quando Ezzelino fu cacciato da Padova, i cittadellesi aprirono le porte a Tiso di Camposampiero che liberò alcune centinaia di prigionieri, fra i quali anche donne, ridotti in miserabile stato; i partigiani di Ezzelino, invece, sospinti in un cortile, furono massacrati.
Sul muro della Torre sono state apposte due lapidi che portano inciso un brano della “Cronica” di Rolandino, e i versi di Dante il quale avalla, con la sua autorità di poeta, il tragico racconto.
La Torre di Malta è stata oggetto di appassionate ricerche storiche da parte di studiosi cittadellesi e da esse risulta evidente che è proprio la Malta cittadellese ad essere nominata dal divino Poeta.
Da qualche anno l’ampia sala conferenze ricavata al piano terra è sede di convegni e tavole rotonde, mentre i piani superiori sono riservati al Museo Archeologico

Apertura: tutti i gg eccetto lunedì pom. 9.30 – 12 ; 15.30 – 18

MUSEO DEL DUOMO

Dopo anni di ricerche e di lavoro da parte di generosi e appassionati volontari; dopo una capillare campagna di catalogazione intrapresa dalla Soprintendenza; dopo i compiuti restauri finanziati dalla Parrocchia e da numerosi sponsor privati, il Duomo di Cittadella presenta ora, al proprio interno, un museo di arte sacra davvero imponente, che raggruppa tutte le opere collocate nel duomo nelle diverse epoche della sua storia.museoduomo3
Attraverso la guida della casa editrice Biblos dal titolo “Il duomo di Cittadella, itinerario storico-artistico”, disponibile negli uffici della Pro Cittadella, il visitatore interessato potrà ammirare, all’interno della chiesa, in sagrestia, in alcune sale e nella torre campanaria: affreschi, pale d’altare, dipinti, sculture, tabernacoli e paramenti completi per l’uso liturgico in pregevole manifattura d’oro e d’argento.

 

 

MURA DI CITTADELLA

 orari camminamento: 9 – 13; 14 – 18 tutti i gg eccetto mar. fino al 31 ott.
dal 1 nov solo pom. fino alle 16
sab. e dom. pom. 15 – 19; sab. visite guidate ogni ora
ingresso da Porta Bassanese c/o Ufficio IAT

La cerchia murata che circonda Cittadella (1220 d.C) ha forma di ellisse irregolare e con l’abitato costituisce un complesso organico del più alto interesse storico, non solo per gli studi sui castelli ma anche per quelli di urbanistica. Lo spazio interno che le mura delimitano è ordinato da due traverse che raccordano le quattro porte con il centro, dividendo l’abitato in quartieri, a loro volta suddivisi a scacchiera dalle caratteristiche stradelle.
portabassanoLa cortina murata comunica con l’esterno attraverso quattro ponti in corrispondenza delle porte (a loro volta costruite sui quattro punti cardinali), rivolte verso le vicine città di Padova, Vicenza, Bassano del Grappa e Treviso (di qui la denominazione Porta Padovana, Porta Vicentina, Porta Bassanese, Porta Trevisana). I ponti levatoi, mantenuti in servizio fino al secolo XVI, gradualmente vennero sostituiti con altri in muratura. Gli attuali risalgono alla prima metà del secolo scorso.
A Nord, il Castello di Porta Bassano, che era difeso da un piccolo fossato anche all’interno, con la casa del Capitano della Guarnigione.
Ad Est, il torrione di Porta Treviso, con arcata affrescata.
A Sud, il castello di Porta Padova, con la “Torre di Malta”, orribile prigione usata da Ezzelino da Romano e citata da Dante, nella Divina Commedia.
Ad Ovest, il torrione di Porta Vicenza.

 

CONVENTO DI SAN FRANCESCO

sempre aperto
Tel. 049.5970280
prenotazione per gruppi 049.5970627

Il Convento dei Padri Francescani fu costruito intorno al 1481 ed è sempre stato un centro spirituale molto attivo a Cittadella. Dopo la soppressione napoleonica del 1806, fu trasformato in caserma; nel 1947 fu restituito ai Padri Francescani e la chiesa, ad una navata, è stata restaurata di recente ed ha riacquistato il suo suggestivo stile francescano. Il convento si accentra nel bellissimo chiostro ed ha ambienti interni con soffitti a vela molto interessanti. Nell’entrata, un affresco rappresenta la Vergine con il Bambino tra Sant’Antonio di Padova e San Francesco, è attribuito a pittore vicentino dagli influssi perugineschi che lo dipinse agli inizi del 1500.

PIEVE DI SAN DONATO

segue orari funzioni, visitabile tutti gg

Ad un chilometro e mezzo dalla cerchia murata, sulla Statale che conduce a Padova, si trova l’antichissima Chiesa di San Donato. Sorta con tutta probabilità su un sacello pagano, fu la prima Pieve cristiana nel territorio già dal VI secolo. Attorno al essa, nell’alto medioevo, si accentrò la vita religiosa e sociale della popolazione locale, ne fanno testimonianza i reperti di epoca longobarda disposti sulla parete interna dell’edificio e i quattro successivi rifacimenti.

PALAZZO PRETORIO

Info: visitabile 1° piano affrescato su prenotazione
info ufficio turistico tel. 049.9404485

Recentemente ristrutturato ed adibito a sede decentrata degli uffici comunali (ospita l’Ufficio Tecnico, l’Ufficio Commercio, l’Ufficio Cultura, i Servizi Demografici), rappresentava il potere dello Stato di Padova prima e di Venezia poi. All’interno si possono ammirare affreschi pregevoli scoperti da poco, mentre all’esterno notevole è il portale in marmo rosato che si fa risalire al 1500, con i due medaglioni che portano l’effigie di Pandolfo Malatesta. Dal mese di settembre 1998 è sede di mostre di carattere nazionale.

PALAZZO MUNICIPIO

aperto tutti i gg (secondo orari uffici comunali) fino alle 14;
lun. e mer. fino alle 18

Nominato nei documenti fin dal secolo XV come il Palazzo della Loggia, per lo spazio che si apriva al pianterreno, l’edificio è stato ristrutturato secondo il modulo neoclassico nel 1816 dall’architetto Carlo Barera, vicentino. Fra gli elementi conservati dell’edificio precedente è da notare il fregio con parte degli stemmi dei podestà veneti ed il bassorilievo quattrocentesco del Leone di San Marco, nascosto dai cittadellesi in epoca napoleonica e rinvenuto da poco nello spessore di un muro dello stesso palazzo. Un altro Leone di San Marco, anch’esso nascosto nella medesima congiuntura, è stato posto sopra la colonna situata in Piazzetta del Duomo.

TEATRO SOCIALE

Internoteatrovisitabile tutti i gg 10 – 12 eccetto lun
prossimamente anche sab. dom. pom. Info Ufficio IAT tel 049.9404485

Nel 1817 un gruppo di facoltosi cittadellesi costituì una Società per il Teatro, prendendo spunto da una analoga associazione di musica filarmonica attiva sin dal 1804. La Società aveva però bisogno di un teatro. Ne venne quindi affidata la progettazione al bassanese Giacomo Bauto, già autore di quello della sua città e inaugurato nel 1811. L’opera venne portata a termine dal vicentino Francesco Cibele. L’edificio, la cui limpida facciata neoclassica, incompiuta, è attribuita a Giuseppe Iapelli (progettista anche del “Pedrocchi” di Padova) risulta strutturato nei moduli teatrali ottocenteschi: un atrio con botteghe del caffè e frutta ai lati, una sala semicircolare con un palcoscenico (ingrandito nel 1836) ed il golfo mistico, tre ordini di logge o palchetti (assegnati in proprietà ai soci sottoscrittori della Società), una sala da fumo o “ridotto” da utilizzare nelle pause degli spettacoli o per le riunioni dei soci. Le ancor splendide decorazioni “a fresco” furono realizzate da Francesco Bagnara, scenografo e pittore vicentino, che avrebbe dipinto anche il Gran Teatro “La Fenice” di Venezia. L’inaugurazione avvenne con la fiera di ottobre del 1828 e dal 1831 le stagioni si susseguirono regolarmente almeno fino alla prima guerra mondiale, quando Cittadella divenne luogo di retrovia del fronte. Questa prima fase del Teatro può essere definita la più intensa perchè furono ospitati spettacoli tra i più vari: dalla musica lirica alle commedie e tragedie, dai concerti bandistici alle prime prove del cinematografo “Lumière”. Con il dopoguerra ebbe avvio la progressiva decadenza del Teatro e i pochi eredi dei soci fondatori si decisero a cederlo nel 1934 al Comune (la cessione sarà perfezionata nel 1950). Nel 1970 il Teatro Sociale riprese appieno la sua attività, diventando anno dopo anno insostituibile simbolo della cultura cittadellese.

altre ville private:

VILLA CITTADELLA VIGODARZERE (Loc. Bolzonella)
VILLA FABRIS CON PARCO
VILLA MALFATTI RINA (loc. Borgo Treviso)
CA’ MICHIELI
CA’ TRON KOFLER

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