Giornata Mondiale della Poesia a Padova

24 Marzo 2013 By Elena Bottin

Popoli di poeti, al confine con il Piovego, in mezzo a una foschia rarefatta, si sono ritrovati per leggersi: l’altura, la Golena San Prosdocimo, a ridosso delle mura cinquecentesche di Padova, si stagliava superba ai colpi di un vento gelido. Gli uomini erano piccoli, quasi inesistenti, il suono delle loro voci si perdeva con l’inverno ancora incombente: per proteggersi, per scampare alla furia degli elementi, si sono rifugiati poi, attraverso un percorso guidato, all’interno dei bastioni, in un’atmosfera tenebrosa, col freddo che entrava nelle ossa, nei piedi. Non c’è cura stilistica nelle parole di chi declama, solo semplici emozioni in versi, in un groviglio di voci, di stimoli e di culture. L’intervento musicale a cura di una rappresentanza del Circolo Pasolini ha visto i due musicisti impegnati, all’inizio, nell’esecuzione di un brano: parole e non note, nel corso del pomeriggio, in un prolungarsi, a volte tedioso, di nomi, sentimenti. Un circolo aperto a tutti, chiunque poteva inviare, con largo anticipo, i testi da leggere, peccato che l’inesperienza di alcuni non abbia reso la lettura con la solennità dovuta. Sì, stiamo parlando di nobiltà della poesia, contrapposta a una cornice di certo suggestiva ma dispersiva: i versi hanno bisogno di un’alcova, di un grembo materno che li accolga per poter passare di bocca in bocca, di persone esterne che non siano i poeti stessi. La poesia è vita, scorre insieme all’acqua, a due passi da dove si trovava la piccola folla. La Giornata Mondiale della Poesia 2013, giunta alla sua decima edizione, non ha trovato una giornata consona ai suoi meriti, l’idea di ritrovarsi è molto bella, ma nella resa ha perso quella sacralità che mi aspetto di trovare nella letteratura. Quel non so che, quel farci entrare sempre in punta di piedi come in presenza di una Signora elegante e un po’ autoritaria, che si concede solo se accompagnata dall’Ispirazione, sua sorella gemella.
Alla fine il rinfresco avrà dato modo a tutti di godere di un momento conviviale, di confrontare i vari approcci alla poesia.

Camilla Bottin