Vinitaly, presentata l’etichetta “Musso”

27 Marzo 2015 By Elena Bottin

«Il vino rispecchia l’indole forte ma pacata ed elegante dell’asino – spiega Marcello Gottardi, agricoltore enologo di 25 anni, proprietario di Serafino – ha carattere, è fragrante ed evidenzia un armonico tannino nel finale». Il rapporto tra il giovane Marcello e il suo animale, un mulo impegnato nei lavori del vigneto, è così intenso che il vino viene associato ora alla figura del quadrupede, a tutti gli effetti un componente della famiglia Gottardi. Il prodotto, realizzato in un “terroir” di 12 ettari coltivati in prevalenza a vespaiolo e marzemino, vuole trasmettere ai degustatori un’esperienza gustativa che sia vera e autentica.

musso2«La nostra filosofia produttiva, e non solo – commenta Marcello – è focalizzata sul rispetto della nostra terra e di conseguenza anche degli animali che la abitano. “Musso-Serafino 2010” non è solo un uvaggio di uve a bacca nera (Carmenere, Groppello e Marzemino) bensì un vero e proprio stallone che vive ed esplora il nostro vigneto 365 giorni l’anno in compagnia di Oliva e della piccola Poméa». Le caratteristiche geologiche, climatiche e produttive che contraddistinguono la tipicità del territorio coltivato della cantina vengono pertanto messe in luce. «Oggigiorno la bellissima e amata parola francese “terroir” è sulla bocca di tutti. Noi crediamo nelle qualità che rendono unici ogni vigneto e prodotto ma volevamo imporci nel mercato in chiave ironica con un’idea nuova: “Terroir? I’m part of it”. Sì, perché anche Serafino fa parte della nostra piccola realtà produttiva: falciatrice a quattro zampe, sollevatore di pesi e un aiuto insostituibile nel trasporto di cassette e altro. Una presenza incomparabile alle altre aziende che rende la tenuta di Contrà Soarda particolare ed unica».

La passione di Marcello per la vigna e il vino nasce grazie ai suoi genitori Mirco e Gloria che dopo aver acquistato un terreno abbandonato a sé stesso sono riusciti a realizzare il loro sogno impiantando il vigneto e gli olivi. «Parliamo dell’inizio del 2000 – spiega il giovane Gottardi – è dunque un progetto recente che non ha legami con la tradizione se non quello di volerla rivisitare proponendo un legame con la natura non indifferente e un motore giovane e dinamico come il mondo di oggi, fatto di idee nuove, creatività ed innovazione». A Vinitaly il rosso “Musso” si è imposto quindi non solo per il racconto originale animato da gadget ma soprattutto per la sua qualità.

«Spesso i clienti e visitatori sono impossibilitati a raggiungere l’ingresso della cantina con le loro auto perché i tre piccoli mussi brucano il passaggio. Dunque non solo abbiamo un suolo vulcanico, un microclima incredibile legato alla corrente fredda della Valsugana e agronomi ed enologi di livello ma anche animali da compagnia come il nostro Serafino. Siamo convinti che, una volta presentato un prodotto specchio del territorio d’origine, un vino di una certa qualità che riflette una realtà vera e autentica, nel marketing non ci siano regole. La verità può essere comunicata in tutti i modi possibili al mondo e la provocazione sta proprio in questo».

Il percorso formativo di Marcello inizia fin dall’Istituto tecnico-enologico di Conegliano per poi continuare alla facoltà di enologia di Udine, mentre la sorella Eleonora si concentra sull’aspetto economico studiando all’università di Geisenheim in Germania business internazionale del vino. «La passione per il vino appartiene a tutti noi ed è anche la forza di unione della nostra famiglia. Sono stati proprio i miei genitori a comunicare a me e a mia sorella Eleonora l’importanza delle nuove generazioni in questo campo che possono finalmente dare un tocco moderno a questo mercato legato al passato e al bigottismo. La nostra scommessa è quella di riuscire ad esprimere attraverso un’immagine accattivante e provocatoria la tradizione, il rispetto per la vigna e per la bevanda inebriante più antica del mondo».

Camilla Bottin