Una serata per capire la Grande Guerra
28 Luglio 2015I Notturni d’Arte, manifestazione organizzata dall’Assessorato Cultura e Turismo del Comune di Padova con il contributo di Cassa di Risparmio del Veneto e dedicata quest’anno alla Grande Guerra in occasione del suo centenario, prendono avvio stasera nel cortile di Palazzo Moroni con la conversazione dal titolo “La guerra immaginata” e il concerto del Simultaneo Ensemble del Consorzio dei Conservatori del Veneto, che eseguirà l’Histoire du Soldat di Igor Stravinsky.
Federico Mazzini, assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze Storiche, geografiche e dell’Antichità dell’Università di Padova, titolare della ricerca “Comunicare la Grande Guerra: strumenti e temi di un centenario”, racconterà come la Prima Guerra Mondiale da breve guerra di movimento si trasformò in una interminabile guerra di assedio, vinta non dall’eroismo degli uomini ma dalla capacità di mobilitare tutte le risorse della società industriale. Proprio mentre le dottrine militari predicavano e imponevano l’attacco frontale, il fuoco automatico rendeva estremamente più vantaggiosa la difesa: grazie alla mitragliatrice un singolo soldato poteva tenere in scacco centinaia di uomini, non importa quanto “eroici”, addestrati o motivati. Impossibilitati ad avanzare dal fuoco automatico e di artiglieria, tutti gli eserciti si rifugiarono nel terreno, in trincee dapprima improvvisate e poi sempre più complesse. I regolamenti militari, le dichiarazioni ufficiali, il materiale propagandistico e divulgativo, la cultura materiale del fronte interno raccontano una guerra diversa da quella narrata dai fatti militari, una vera e propria guerra immaginata: una guerra per la prima volta industriale e di massa era presentata, dalle riviste illustrate ai discorsi ufficiali, come uno scontro tra eroi e selvaggi, tra patrioti e Unni. Proprio nella distanza tra quanto ci si aspettava e quanto accadde, nella differenza tra ideologia militare e realtà tecnologica, risiede una delle chiavi per comprendere la Grande Guerra e le sue conseguenze nel corso del Novecento.
Il Simultaneo Ensemble del Consorzio dei Conservatori del Veneto eseguirà il brano l’Histoire du Soldat composto da Stravinsky (1882-1971) l’anno della fine della Grande Guerra per descrivere le atrocità sotto forma di “conflitto psicologico” continuo tra l’anima dell’uomo, rappresentata dal violino e il diavolo. Il brano è stato scritto per un ensemble di soli 7 strumenti per favorirne l’esecuzione itinerante.